Il sindaco si difende: "Agito nellinteresse della città" I gestori risparmieranno somme pari a diversi milioni ciascuno Sotto accusa la delibera con la quale la giunta ha esonerato 5 circoli dagli oneri concessori Continua il braccio di ferro tra Procura e Campidoglio sugli impianti costruiti per i mondiali di nuoto 2009. Dopo la richiesta di spiegazioni avanzata dal pubblico ministero Sergio Colaiocco, titolare dellinchiesta per abuso edilizio, ieri il sindaco Alemanno è stato ascoltato negli uffici di piazzale Clodio come persona informata sui fatti. Inchiodato per un paio dore, nella stanza del procuratore capo Giovanni Ferrara, alle domande del pm: in particolare sulla delibera con la quale a fine giugno la giunta comunale ha esonerato cinque circoli sportivi - realizzati con capitali privati su terreni demaniali e perciò classificati come «opere di interesse pubblico» - dal pagamento degli oneri concessori. Una sorta di condono che però, secondo gli inquirenti, farebbe a pugni con il procedimento amministrativo avviato dal Campidoglio allinizio dellanno, quando il IX Dipartimento chiese ai gestori delle piscine di mettersi in regola con il versamento dei contributi per lurbanizzazione così da ottenere il permesso a costruire. Una dichiarazione, quella della natura pubblica degli impianti, che comunque per la Procura non sarebbe sufficiente a esentarli dal versamento dovuto allamministrazione. Una tesi che linquilino del Campidoglio ha contestato sin dalle fondamenta. Sostenendo che la delibera approvata in giunta non di sanatoria si tratta, bensì di un semplice atto ricognitivo: il Comune, in sostanza, avrebbe semplicemente inteso ribadire ciò che era stato a suo tempo autorizzato dal commissario delegato ai Mondiali. Limitandosi perciò a recepire quel provvedimento. Concetto poi ripetuto alluscita da palazzo di giustizia: «Abbiamo ribadito allautorità inquirente che tutti gli atti adottati dalla nostra amministrazione sono stati ispirati dalla valutazione della natura pubblica delle opere eseguite e del conseguente interesse della città al mantenimento delle stesse», ha dichiarato Alemanno. Ma la Procura non si è convinta. Secondo i pm, infatti, se la giunta non intendeva procedere con una sanatoria, non avrebbe potuto neppure classificare «di interesse pubblico» i cinque circoli costruiti su terreno demaniale (Roma Team Sport, Polisportiva Città Futura, Aquaniene, Sport 2000, Roma 70), con ciò esonerandoli dal pagamento degli oneri. Decisione che consentirà ai gestori di risparmiare diversi milioni di euro. Circa 4 lAquaniene, qualcosa meno lo Sport 2000, circolo di cui fino a pochi mesi fa era rappresentante legale Bruno Campanile, attuale direttore dellufficio comunale "Promozione sportiva e gestione impianti". Una tesi che nei giorni scorsi ha tra laltro trovato conforto nellordinanza con cui il gip Donatella Pavone ha rigettato listanza di dissequestro presentata dalla Polisportiva Città Futura, una delle sette ancora "sigillate" sulle 15 coinvolte nellinchiesta. Il giudice ha infatti stabilito che non basta dichiarare la natura pubblica delle piscine per "salvarle" dallesborso degli oneri: «Nulla di nuovo con la delibera è emerso sotto il profilo giuridico né sotto quello fattuale», ha sostenuto il gip. «Lunica conseguenza è quella di evitare il versamento di somme dovute per opere di urbanizzazione». Tuttavia per la Procura non finisce qui. Pronta a valutare sia la regolarità dei circoli che hanno infine deciso di pagare e mettersi in regola (Tiro a Volo, Aurelia Sport Village, Cristo Re, Villa Flaminia), sia il carico urbanistico e limpatto ambientale di quelli «pubblici» che sono stati invece esentati. Il verdetto tra una ventina di giorni.
ROMA - Linchiesta sulle piscine abusive. Mondiali di nuoto, Alemanno due ore dai pm
Il sindaco di Roma, Alemanno, si è difeso davanti al pubblico ministero Sergio Colaiocco, accusato di abuso edilizio. La delibera della giunta comunale ha esonerato cinque circoli sportivi dal pagamento degli oneri concessori, consentendo ai gestori di risparmiare diversi milioni di euro. La Procura sostiene che la delibera non è stata motivata e che i circoli non sono stati regolarmente autorizzati. Il sindaco ha affermato che la delibera è stata approvata per ribadire la natura pubblica degli impianti e non per una sanatoria. La Procura ha richiesto spiegazioni e ha iniziato un'inchiesta per abuso edilizio.
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