Un gruppo di architetti, urbanisti, ambientalisti e professionisti che lavorano sui temi della città e del territorio ha scritto questa lettera aperta alla città sulla nuova fase di dibattito che si è aperta sul Piano del territorio. Con ladozione del Piano di governo del territorio di Milano, si apre una fase nuova per la città. Dopo molte incertezze e contraddizioni, frutto di prospettive e interessi assai diversi, la maggioranza di Palazzo Marino si riconosce formalmente in un documento politico e tecnico per lo sviluppo della città nel quale è visibile una contraddizione tra principi condivisibili il blocco del consumo di suolo, la visione metropolitana, la vivibilità, la densificazione selettiva e incerti meccanismi di realizzazione. Lopposizione in Consiglio comunale ha saputo avanzare con tenacia argomenti in grado di segnare in meglio la proposta di piano: dallo stralcio dellassurda iniziativa del tunnel sotto la città allaumento delle quote di verde nei grandi progetti; dalla salvaguardia del Parco agricolo Sud Milano alla sperimentazione dellhousing sociale. Tuttavia, molto rimane da fare per segnare ulteriormente il piano nella direzione auspicabile. La fase delle osservazioni può aprire un processo vero di discussione, verifica e confronto allargato nella città, capace di coinvolgere interessi diffusi, forze economiche e sociali finora escluse. Ma è importante che, tramontata la visione salvifica e ordinatrice del vecchio Piano regolatore generale, il Pgt venga declinato come possibile ambito di sperimentazione di politiche e scelte orientate alla sostenibilità ambientale e sociale, alla vivibilità, a una diversa concezione dei servizi pubblici e del mix delle funzioni insediabili, al risparmio dei suoli, alla plurimodalità dei trasporti pubblici e privati. È inoltre fondamentale che il Pgt inneschi una revisione sostanziale dei meccanismi dattuazione, oltre che una riforma radicale degli uffici comunali, per accrescere lautorevolezza e la capacità negoziale dellattore pubblico, la responsabilità degli operatori e dei progettisti. Siamo infatti consapevoli di quanto scarto possa esserci tra le enunciazioni sulla carta e le pratiche effettive di governo e di costruzione della città. Lo stesso iter di adozione del Pgt non è stato per nulla semplice. Molti punti tecnici e politici non sono ancora stati chiariti, a partire dal decisivo strumento della perequazione, come lo stesso dibattito pubblico ha sottolineato a più voci durante questi mesi. Per queste ragioni come cittadini e come professionisti attivi sui temi della città vogliamo richiamare la necessità di un rinnovato impegno. Perché ora la sfida che abbiamo di fronte chiede di superare contrapposizioni ideologiche, di studiare con attenzione i meccanismi che possono consentire la effettiva realizzazione degli obiettivi di sostenibilità, coinvolgendo gli operatori e i soggetti impegnati quotidianamente nella trasformazione della città. La posta è davvero rilevante, perché Milano ha quanto mai bisogno di sensibili atti di governo nella produzione di beni pubblici innanzitutto spazi aperti alla socialità, luoghi culturali e servizi diffusi indispensabili a qualificarne la crescita e labitabilità. La sfida è dunque lanciata. Esiste una città in grado di coglierla e rilanciarla in modo credibile? Alessandro Balducci, Maria Berrini, Stefano Boeri, Matteo Bolocan, Aldo Bonomi, Silvia Botti, Luca Carra, Damiano Di Simine, Savino Natalicchio, Gabriele Pasqui, Luca Pellegrini, Luca Tamini, Fabio Terragni, Cino Zucchi
MILANO - La lettera: "Appello ai milanesi riscriviamo insieme il Pgt"
Un gruppo di professionisti ha scritto una lettera aperta alla città di Milano sulla nuova fase di dibattito sul Piano del territorio. Il Piano, che è stato approvato dal Consiglio comunale, presenta una contraddizione tra principi condivisibili come il blocco del consumo di suolo e la vivibilità, ma incerti meccanismi di realizzazione. Lopposizione in Consiglio comunale ha avanzato argomenti per segnare la proposta di piano, come lo stralcio dell'inaiziativa del tunnel sotto la città e l'aumento delle quote di verde nei grandi progetti. Tuttavia, molto rimane da fare per segnare ulteriormente il piano nella direzione auspicabile.
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