"Milano non merita questo". Il Pd: subito la commissione dinchiesta Cè chi ricorda il "blitz" dello scorso ottobre nellufficio bonifiche del Comune: qualcuno entrò di notte nella stanza degli atti Lunga riunione dellassessore allUrbanistica Masseroli con i tecnici per capire come far ripartire i servizi e lasilo garantire lapertura dellasilo e del parco Trapezio, trasformato in pericolosa discarica. Disinnescare il malcontento e la paura dei residenti che hanno investito nel progetto Santa Giulia. Capire, soprattutto, da che parte potrebbero arrivare le granate di uninchiesta che allarga ogni giorno il raggio di azione, andando dai proprietari alle imprese appaltatrici, fino alle istituzioni che hanno permesso lo scempio. Mostrando nel frattempo vicinanza ai cittadini: «Milano non merita questo, invierò una lettera a tutti i residenti per dare loro garanzie», spiegava ieri il sindaco Moratti. È questa lansia a Palazzo Marino, dove da martedì, da quando la magistratura ha sequestrato Montecity, si lavora per capire come uscire dal pantano. Ieri lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli ha avuto una lunga riunione con il direttore generale Acerbo, i tecnici, lavvocatura comunale. Obiettivo, capire come sbloccare i servizi (il nido e la materna dovevano aprire a settembre), fare il punto sulle analisi di Mm che garantirebbero la salubrità dellacqua. Ma anche lavorare sullordinanza del gip DArcangelo per evidenziare i passaggi in cui Palazzo Marino viene chiamato direttamente in causa. Perché il Comune, scrive il gip, sapeva della «esistenza della falda sospesa... tuttavia né i privati che eseguivano la bonifica, né gli enti pubblici preposti al relativo controllo hanno evidenziato il problema della sua estensione». Una riunione che avveniva mentre il cda di Risanamento - la società del gruppo Zunino - studiava la richiesta di dissequestro dellarea. La tesi difensiva, alla peggio, sarà quella della sovrapposizione di competenze: colpa di leggi farraginose, tutti pensavano che i controlli spettassero ad altri. È difficile, però, scaricare una responsabilità: quella di aver accettato che la zona dove sorgevano Montedison e Redaelli fosse sottoposta non a una bonifica totale. «Invece di seguire la corretta procedura di legge - scrive il gip - sullarea è stato approvato, secondo questa interpretazione illegittimamente, un piano scavi che in realtà può essere predisposto solo su terreni non inquinati o già bonificati e certificati». Il giudice riporta anche stralci della convenzione stipulata da Comune e proprietà, per ricordare la funzione di un ente pubblico: «Gli obiettivi di qualità da assumere a riferimento per gli scavi edilizi saranno tali da garantire la salvaguardia della salute umana e dellambiente». Se quindi il rischio è di finire nellimbuto per cui il Comune non poteva non sapere, la strategia del sindaco, ora, è quella di puntare a scaricare le colpe. Ecco perché ieri la Moratti a Radio Lombardia ha annunciato che invierà una lettera a tutti i residenti per dire che non ci sono criticità per lacqua e per i terreni su cui sono costruite le case, allegando i documenti per provarlo. A una residente il sindaco ha detto: «Provo vergogna e mi auguro venga fatta chiarezza in fretta». Le colpe, alla fine, chissà di chi saranno: anche il presidente della provincia Podestà ribadisce che «certe verifiche competono allArpa». Vuole chiarezza dal sindaco lopposizione, con i consiglieri Pd Majorino e Montalbetti e il Verde Fedrighini che chiedono una commissione di inchiesta che ricostruisca autorizzazioni e controlli e verifichi i costi per la messa in sicurezza. Fanno notare la stranezza della delega alle bonifiche data allassessorato allUrbanistica e non a quello allAmbiente (come era in passato). E cè chi ricorda un episodio su cui è calato il silenzio: leffrazione degli uffici comunali di piazza Duomo, ad ottobre. Qualcuno entrò di notte nella stanza dove si conservano gli atti relativi alle bonifiche ambientali. Allora si temette che qualcuno avesse interesse a conoscere gli atti relativi proprio a Santa Giulia. Ma lindagine, finora, non ha portato a risultati concreti.
MILANO - Veleni, la Moratti corre ai ripari lettera ai residenti di Santa Giulia
Il sindaco di Milano, Moratti, ha annunciato di inviare una lettera a tutti i residenti per dare loro garanzie sulla sicurezza dellacqua e dei terreni su cui sono costruite le case. La lettera è stata richiesta dalla commissione di inchiesta che sta indagando sulla situazione di Santa Giulia, dove è stata sequestrata la società Montecity. La commissione ha scoperto che il Comune sapeva della esistenza di una falda sospesa, ma non ha fatto nulla per prevenirne l'inquinamento. Il sindaco ha cercato di scaricare la responsabilità, affermando che la sovrapposizione di competenze è la causa del problema.
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