'Ci hanno tolto poteri e fondi. La filosofia dei box è sbagliata ma sono progetti autorizzati Il presidente Francesco Olivari "Abbiamo cassato anche molte nuove strade" LEnte Parco respinge lassalto delle "piscine mobili" di Portofino. Criticati e addirittura accusati di cementificazione da una parte degli ambientalisti per alcuni progetti riguardanti alberghi e box, i consiglieri dellEnte Monte Parco di Portofino replicano attraverso il presidente, il geologo Francesco Olivari, eletto nel 2006 e in scadenza a settembre di questanno. «E inutile nascondersi dietro un dito, dal 1995 la legge ci ha privato delle competenze paesistico ambientali, ed è vero, forse potremmo fare più controlli, ma i tagli delle Finanziarie ci stanno mettendo in ginocchio e mi ritrovo con due guardie per mille ettari di territorio», dice Olivari che ritiene ingiuste le accuse del consigliere ambientalista Marilena Franco di essere stato troppo tenero nei confronti degli imprenditori. «Tutte le volte che possiamo diciamo di no - spiega Olivari -. Ad esempio, lo abbiamo detto a una dozzina di proprietari di ville di Portofino che volevano trasformare in strutture fisse le piscine temporanee, quelle mobili che possono essere collocate durante i mesi estivi. La scusa che sostenevano era quella di non sprecare lacqua, ma naturalmente abbiamo cassato la loro richiesta». Tre no anche per altrettante strade. «Una era un nuovo tratto viario - continua il presidente dellEnte - unaltra un prolungamento e una doveva mettere in comunicazione due carrabili». Ma lEnte ha pronunciato dei sì discutibili al nuovo albergo di Portofino e ai box di Paraggi, oggi bloccati per irregolarità e sotto indagine dalla procura. «Quelli - risponde Olivari - erano progetti previsti dal Regolamento Edilizio del Parco approvato nel 2006, assieme a silos interrati per il Cenobio dei Dogi di Camogli e per la Cervara. Il primo è già a bon punto grazie alla collaborazione fra noi, la Regione la soprintendenza e la proprietà, mentre per la Cervara non esiste ancora nulla di ufficiale. Ma guardi che sul Regolamento ci fu un solo consigliere contrario Augusto Atturo, mentre Marilena Franco fu uno dei due astenuti. E tutte le successive osservazioni per assurdo chiedevano altri parcheggi». Associazioni e ambientalisti sostengono che il cittadino non può accorgersi di tutto. «Guardi che qui parliamo di persone che hanno tutte le competenze per leggere e capire un piano, eppure nessuno disse nulla», replica Olivari. Cè una nuova filosofia turistica che ritiene un valore aggiunto lassenza delle auto in località di pregio come il Monte. «Io non mi fossilizzo sulle idee - continua il geologo - e posso anche pensare che la visione di alcuni anni fa, quando i parcheggi sono stati concepiti, oggi sia superata. Non credo che i box serviranno a liberare le strade dalle auto, ma ripeto, il nostro ruolo non ci permette di cancellare progetti già autorizzati». A compensazione di questa sorta di "impotenza" lEnte elenca i suoi "meriti". «Siamo stati capaci - dice Olivari - di far arrivare un milione e mezzo di euro con i fondi regionali ed europei per il recupero delle batterie di punta Chiappa e la strada di San Rocco; abbiamo recuperato un eremo del '300 a san Antonio di Niasca, poi la riapertura di un punto di ristoro e di uno spazio museale, e ancora i corsi e le decine di visite con le scolaresche. Senza dimenticare la costante manutenzione dei sentieri. A settembre scade il nostro mandato e sinceramente credo che abbiamo fatto il possibile e soprattutto abbiamo saputo respingere qualsiasi tipo di pressione o interesse».