«II riconoscimento dell'Unesco per l'inserimento della città capoluogo nella lista dei siti patrimonio del mondo deve essere l'avvio di una diversa gestione del territorio che rischia l'ultima devastazione con le previsioni del piano regolatore generale appena adottato». È quanto dichiara Corrado Giuliano del Comitato parchi che torna a parlare di aggressione al territorio rivolgendosi questa volta anche al commissario Unesco Henrik Lilius. Per Giuliano il riconoscimento Unesco può anche «non significare nulla, se non viene accompagnato da una pianificazione coerente, un piano regolatore rispettoso, interventi costieri di assoluta tutela, previsioni di iniziative economiche compatibili». «Amministrazione comunale, ministero e sovrintendenza - dice Giuliano - hanno l'obbligo di rendere edotto il commissario Lilius sia di quanto è stato dichiarato dallo stesso consulente per il prg Gabrielli in ordine a scelte sciagurate del consiglio comunale in sede di adozione del Prg, sia delle scelte costiere in atto, per le quali ad oggi ha spiccato la latitanza della sovrintendenza da una parte e la convinta adesione dell'amministrazione comunale». E per meglio focalizzare la questione l'esponente del Comitato parchi porta ad esempio il riconoscimento Unesco per l'arcipelago eoliano. «L'esempio delle Eolie che rischiano la cancellazione dalla lista Heritage -continua Giuliano in un documento -dovrebbe far riflettere quanti, consiglio comunale e giunta in testa, ritengono di fregiarsi del fiore all'occhiello della dichiarazione Unesco e poi operare in varianti cementifìcatorie, opere pubbliche distruttive, restauri architettonici privi di qualità per incarichi cucinati nello stretto ambito delle clientele di palazzo». Particolarmente pesanti le dichiarazioni nei confronti della Sovrintendenza ai Beni culturali accusata di «latitanza» anche in riferimento al parere per le varianti costiere e per il Prg. Al Commissario Lilius viene tra l'altro rivolto l'invito a «porre attenzione particolare nella sua relazione sulle scelte di pianificazione in corso e sulla posizione critica che le associazioni di tutela in città hanno manifestato nel corso di questi anni, senza lasciarsi influenzare dalla retorica protezionistica delle istituzioni come Comune, Sovrintendenza, ministero che oggi per una coincidenza di dinamiche istituzionali non garantiscono né tutela, né conservazione né gestione, ed a guardare invece - continua Giuliano - agli atti consumati ai danni della città». E nell'elenco dei "danni" il Comitato inserisce «varianti costiere, terzo ponte di ortigia, invasione costiera di villaggi turistici, rivoluzione di destinazione d'uso da residenziale a villettara nel centro storico». Intanto anche dal presidente dell'Apit Sebastiano Butera si registrano una serie di "appunti" per il mancato coinvolgimento della Provincia nell'incontro con il commissario Lilius.
Lista Unesco, il Comitato parchi avverte: No alle devastazioni previste nel Prg
Il Comitato parchi di Palermo ha espresso preoccupazione per il riconoscimento Unesco della città capoluogo nella lista dei siti patrimonio del mondo. Il riconoscimento non è sufficiente se non viene accompagnato da una pianificazione coerente e da interventi costieri di tutela. Il Comitato richiede che l'amministrazione comunale, il ministero e la sovrintendenza rendano conto al commissario Unesco delle scelte sciagurate del consiglio comunale e delle opere pubbliche distruttive. Il Comitato ha anche invito il commissario Lilius a porre attenzione alle scelte di pianificazione in corso e alla posizione critica delle associazioni di tutela.
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