il capogruppo de benedictis ne ha parlato durante un vertice con il pd La proposta dell'Idv per la nuova strada e l'ok alla variantona. Ranieri: «Ipotesi da dementi» daniele grillo COSTRUIRE il prolungamento di via Shelley con i soldi di teatri e manifestazioni pubbliche. La nuova proposta-provocazione dell'Italia dei Valori al Pd passa attraverso la questione della costruzione dell'ormai celebre strada sul rio Penego e delle annesse palazzine. «La necessità del Comune, vincolata anche da una sentenza, di provvedere alla costruzione della strada val bene un sacrificio del ricco budget della cultura - sbatte sul tavolo l'argomento Franco De Benedictis, capogruppo Idv in Comune - proponiamo di togliere dai fondi dell'assessorato in questione i tre milioni di euro che potranno dare avvio alla costruzione della nuova viabilità». L'idea è maturata nel corso del vertice di ieri tra esponenti di Pd, Idv e tecnici dell'urbanistica comunale. Assieme a De Benedictis anche la "paladina" della lotta alle cementificazioni, la vicepresidente regionale Marilyn Fusco, e Francesco De Simone, coordinatore provinciale del partito di Di Pietro. Nonostante la non opposizione dei due consiglieri Pd presenti all'incontro (Giorgio Jester e Luisa Cozzio), la risposta di Andrea Ranieri, assessore alla Cultura, non si è fatta attendere: «Non si preoccupino, che ci pensa già il governo a tagliare fondi alla cultura. Senza voler entrare nel merito della questione della strada e senza voler fare polemica credo che proporre tagli, in questo momento, a un settore che traina anche il turismo e l'economia cittadina sia da dementi». Prezzo dei seicento metri quadrati di asfalto che dovrà coprire un consistente tratto del rio Penego: 7 milioni e mezzo di euro ma in cassa c'è ben poco o nulla. E allora cosa propone Idv? «Prendiamo subito un milione e mezzo di euro dal budget annuale dei lavori pubblici - spiega il capogruppo dei dipietristi a Tursi De Benedictis - e mettiamolo sul primo lotto di lavori della strada. Poi prendiamo tre milioni di euro dal portafogli della cultura. Arriviamo a quattro milioni e mezzo, quello che basta per iniziare a realizzare la prima metà di strada». Idv propone poi di varare un secondo lotto di lavori attingendo questa volta da ciò che c'è già incassa per quest'opera e dagli oneri dei costruttori che nel frattempo, «ma solo dopo che il primo lotto di strada sarà stato completato», avranno iniziato a realizzare gli edifici residenziali. Il voto di Italia dei Valori alla "variantona" sarà vincolato a queste premesse, condizioni un po' diverse dal sostanziale via libera dichiarato nei giorni scorsi. Non si scompone troppo Mario Margini, assessore ai Lavori Pubblici, secondo il quale «ogni proposta in quanto tale va valutata, ci ragioneremo», mentre il capogruppo del Partito Democratico Marcello Danovaro invita a rimandare la discussione sulla sostenibilità finanziaria dell'opera al dopo voto della delibera che recepirà le osservazioni alla maxi-variante urbanistica che verrà discussa oggi in giunta su proposta del sindaco Marta Vincenzi. «Si è deciso di dare la priorità alla realizzazione della strada e a mettersi in condizioni di arrivare davvero a costruirla - spiega Danovaro - le modalità con le quali si realizzerà l'intento faranno parte di una fase e di una valutazione successiva. Parlare di capitolo di spesa di questo o di quello, in questo momento in cui dobbiamo capire come la manovra influirà sui conti, è prematuro. Sarà compito di sindaco e giunta trovare la quadra dopo aver identificato il percorso». La storia del Rio Penego,della sua tombinatura e del progetto edilizio per costruire nuove case dura da trent'anni. Dopo un primo ridimensionamento del progetto nei giorni scorsi ne è nato un altro. Da sei palazzine si è passati a cinque (per un totale di 82 appartamenti), al posto di quella tolta dal plastico un parcheggio privato a raso. Nessuna variazione per i seicento metri di strada nuova. Ma strada e costruzioni sembrano piuttosto essere l'ennesimo pretesto per un confronto interno alla maggioranza. Da una parte la ricerca di visibilità in coalizione di Italia dei Valori, dall'altra lo scontro tra Pd e gli stessi dipietristi sull'entità del budget affidato agli assessorati dominati da esponenti dell'uno o dell'altro partito. In particolare lo scontro si consuma ancora una volta nel divario tra le risorse di sport e cultura, con Idv che vorrebbe sminuire l'importanza delle iniziative sostenute a livello culturale e il Pd che ne sottolinea il valore. «La Germania e la Grecia hanno tagliato di tutto ma non sulla cultura - precisa Ranieri - il ministro tedesco Bernd Neumann, in particolare, ha detto che in tempo di crisi una delle cose che non si debbano tagliare è proprio la cultura. Detto questo, invito tutti ad andarsi a vedere il bilancio faraonico dell'assessorato alla cultura: la maggior parte sono stipendi dei dipendenti e spese per il funzionamento della struttura». 22072010