Un incendio di vaste proporzioni ha devastato la zona intorno al sito archeologico Buscemi. Ieri pomeriggio una vasta area a ridosso della zona archeologica del castello è andata in fumo, lasciando il solito tetro colore nero. Un calcolo ben riuscito, considerando che l'incendio è stato ritenuto doloso, per il vento che avrebbe spinto verso tutta l'area. Molti gli ettari bruciati. Ma un calcolo che ha tenuto conto della minaccia di pioggia. Il fuoco, infatti, è partito subito dopo i primi rumoreggiamenti caratteristici dei temporali. Si è verificato anche questo, seppure con una breve pioggia. E i motivi di tanta fretta sono chiari. L'acqua avrebbe potuto ritardare i progetti dell'ignoto piromane, oppure fare ricrescere velocemente la tanto preziosa erbetta per i pascoli. La zona, però, sarà interdetta per cinque anni per ogni animale da pascolo destinato all'allevamento. Lo era già, tra l'altro, per gli incendi delle scorse stagioni. Così vuole la normativa che impone la redazione del catasto dei terreni bruciati e il rispetto dei vincoli prescritti. Rimane la desolazione per una area apprezzata che si vede da chilometri di distanza e dove nessun albero riesce a crescere da anni. Quello di ieri, infine, è il primo incendio di una certa consistenza che si verifica nel territorio buscemese durante la stagione 2010. Gli anni scorsi i piromani avevano cominciato la loro criminale attività già da giugno. Giorgio italia 20072010