Proposta bipartisan salva-feluche stop dal Tesoro: il decreto non si tocca Emendamento firmato da DAlema, Casini e Boniver. Tremonti: non siamo il Titanic ROMA - Tutto blindato, un passaggio quasi formale. Invece, a sorpresa, il clima intorno alla manovra, al battesimo del fuoco alla Camera, si è subito acceso: arrivano quasi 965 emendamenti (di cui un centinaio di Pdl e Lega) e ieri, in risposta alle proteste degli ambasciatori e dello stesso ministro degli Esteri Franco Frattini che ha parlato di «norme assurde», a Montecitorio è stato presentato un testo bipartisan salva-feluche. Lo hanno firmato nomi di prestigio delle opposizioni come lex titolare della Farnesina Massimo DAlema e il leader Udc Casini e per la maggioranza Margherita Boniver e Roberto Antonione. Lo scopo è quello di esentare la categoria dal blocco triennale degli stipendi previsto per i dipendenti pubblici (il tutto per 12,6 milioni che verrebbero recuperati da capitoli di spesa della Farnesina) ed evitare lo sciopero, proclamato per il 26 luglio, alla vigilia della Conferenza degli Ambasciatori dItalia convocata per il 27 e 28. Dal Tesoro tuttavia arriva subito un "njet": «Il decreto non si tocca», ha subito dichiarato il sottosegretario allEconomia Luigi Casero. Intanto anche laltro ministro che ha contestato i tagli di Tremonti, il titolare della Cultura Sandro Bondi, impugna la scure ma con più delicatezza. Dopo aver evitato il taglio lineare dei fondi del 50 per cento, ha annunciato che opererà in modo selettivo spalmando i 4 milioni di risparmi su tre categorie di enti culturali. La prima riguarda 16 istituti regolati dalla legge e sui quali non cè discrezionalità del ministero: avranno un taglio minimo del 5 per cento (tra questi, la Triennale, il Fai, il Rossini Opera Festival, Italia Nostra, La Quadriennale di Roma, il Festival di Spoleto e la Biennale di Venezia). Un secondo pacchetto di 231 istituzioni culturali di «valenza nazionale», che ricevono finanziamenti triennali (tra i quali lIstituto Gramsci, la Fondazione Einaudi, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, lIstituto italiano di Studi storici), subiranno un taglio del 15 per cento. Si salva tuttavia lAccademia della Crusca (con altri 19 enti), perché ha già ricevuto il mandato di pagamento del contributo. Una terza categoria, comprende le micro realtà locali (sotto i 25 mila euro annuali di contributi), avrà i finanziamenti bloccati (con un risparmio di circa 1 milione) fino al gennaio 2011 (per ora sono arrivate 200 domande sulle quali si deciderà il prossimo anno). Infine i Comitati celebrativi: tutti definanziati, tranne quello per il bicentenario della nascita di Cavour in vista dei 150 anni dellUnità dItalia. Il clima intorno alla manovra, il cui voto finale con fiducia è previsto per il 29 luglio, resta caldo. Lo testimoniano anche le parole del presidente della Camera Fini: «Un grande partito deve discutere di come fare la manovra: non è possibile che alcuni ministri apprendano il testo a cose fatte mentre se ne occupa un unico ministro, peraltro ottimo, come Tremonti». Il ministro dellEconomia ha invece preferito inviare un messaggio sullo stato di salute delleconomia. «Non siamo il Titanic - ha detto - anche se il rischio sistemico è sempre in agguato».