«Ecomostro? Ma per favore. Siamo stati attenti all'impatto sul paesaggio. E poi il nuovo edificio sarà meno di 2 metri più alto del vecchio». L'assessore alla cultura Fabrizio Buricchi e il vicesindaco e collega ai lavori pubblici Elisa Drovandi provano a tranquilizzare gli abitanti di Artimino sul nuovo centro del museo archeologico che sta sorgendo al posto della scuola elementare. L'anno scorso a ottobre la palazzina, un piano su una collina rialzata, è stata abbattuta. Adeguarla alla nuova destinazione sarebbe costato troppo, dissero in Comune. Poi è iniziata la costruzione del nuovo edificio. La collinetta è stata sbancata e ora, dietro la gabbia delle impalcature, c'è uno scheletro in cemento armato di quasi due piani e mezzo. In diversi si sono spaventati, anche tra chi frequenta il ristorante "Da Delfina", poco sopra. «Ma un piano sarà completamente interrato - spiega l'assessore Drovandi - e l'ultimo sarà solo una terrazza con una lanterna al centro». La vecchia scuola aveva soffitti alti: i nuovi saranno un metro e 70 centimetri più bassi, spiegano i tecnici, e rispetto al piano della strada l'altezza della costruzione sarà di 8 metri e 20 centimetri. La vecchia scuola era sei metri e mezzo. «Inoltre - assicura l'assessore alla cultura, Fabrizio Buricchi - l'intero edificio sarà rivestito a pietra, perchè meglio si armonizzi con l'architettura attorno. Il progetto è dell'università di Firenze». Tutto risolto? Non proprio. Il cantiere continua a spaventare. Un centinaio di metri più in alto ci sono le mura medievali del paese. A destra e sinistra olivi. In fondo alla strada si intravedono un gruppo di case coloniche e la pieve millenaria di San Leonardo, voluta attorno al Mille da Matilde di Canossa e sulla cui facciata ci sono due bassorilievi etruschi (ora sostituiti da copie). C'è chi teme danni irreparabili per questa immagine da cartolina. Per tecnici e assessori basterà attendere la fine dei lavori per rendersi conto del contrario. «La scuola è stata costruita negli anni '50 e non era un'architettura di pregio», dice Buricchi. Certo il nuovo edificio sarà un po' più grande: 377 mq di superficie coperta contro 267. «Ma non c'è stata alcuna deroga agli strumenti urbanistici - insiste il vicesindaco Drovandi - e sarebbe stato assurdo non cogliere l'opportunità di un finanziamento della Regione per realizzare un servizio utile a tutti». La palazzina non era più scuola da decenni. Ora ospiterà il centro didattico del nuovo museo archeologico che dalla villa medicea si trasferirà nelle tinaie alle porte del borgo, assieme al centro di restauro ora negli ex macelli tra La Serra e Carmignano. Il museo potrebbe essere inaugurato a febbraio, il centro qualche mese dopo. Il costo? 626.000 euro: tre quarti li metterà la Regione, che ha finanziato con un milione e 300.000 euro il progetto del parco archeologico.