SIRACUSA. Sono appena trentanove i siti italiani ad essere stati inseriti nella "World Heritage List", dichiarati «dall'Unesco "Patrimonio culturale dell'umanità". Siracusa e la necropoli di Pantalica potrebbero diventare il 40, qualora vengano reputati idonei i requisiti necessari per la definitiva ammissione della candidatura, per la quale è stata inoltrata richiesta lo scorso anno dall'assessorato regionale ai Beni culturali, in concerto con la Soprintendenza siracusana e il Ministero dei Beni culturali. L'iter per l'ottenimento del prestigioso riconoscimento, estremamente lungo e complesso, è in stato di avanzamento. Il rappresentante dell'Unesco, Henrik Lilius, è arrivato ieri mattina a Siracusa e nei prossimi giorni visiterà sia la necropoli sia i principali siti archeologici e architettonici di grande interesse storico-culturale. Lilius è stato accolto dal sindaco di Siracusa Giambattista Bufardeci e dai promotori dell'iniziativa: il neo assessore regionale al Turismo Fabio Granata, all'epoca della richiesta assessore ai Beni culturali, il sottosegretario di Stato ai Beni culturali Nicola Bono, Giuseppe Voza e Mariella Muti, rispettivamente soprintendente uscente e soprintendente attuale di Siracusa. Lo studioso dovrà stilare una dettagliata relazione non solo in merito alle peculiarità storico-culturali dei siti, ma anche per quanto concerne il piano di gestione che si intende attuare. Il lavoro di Lilius rappresenta un importante tassello dell'incartamento. Il prossimo gennaio, nella sede parigina dell'Unesco, i massimi vertici valuteranno infatti la sua relazione in base alla quale sarà accettata o meno la candidatura, tra l'altro l'unica italiana del 2004, e conseguentemente l'avvio delle altre procedure sino al definitivo giudizio la cui notifica è prevista tra poco meno di due anni. Lo studioso, durante l'incontro di ieri mattina in municipio, ha simpaticamente gesticolato facendo intendere che ha la bocca cucita. Non si è lasciato andare in nessun tipo di dichiarazione, come è caratteristica dei delegati Unesco, soprattutto durante l'indagine, tuttavia l'ottimismo era tangibile e le dichiarazioni degli "addetti ai lavori" lasciano intendere un esito favorevole. Il destino di Siracusa potrebbe quindi subire una positiva deviazione verso la definizione del proprio ruolo di città che, oltre ad ospitare importanti testimonianze, tenta e tende a confermarsi un riferimento all'interno dei circuiti turisti mondiali, sia per un turismo generico sia per un turismo squisitamente culturale. La protezione dell'Unesco (United nations educational scientific and cultural organization) favorirebbe infatti, come è accaduto ad altri Comuni, l'immagine del territorio, sempre più strumento di crescita economica e culturale. Tutto ciò si allinea, come sottolineato dai sopracitati promotori, alle linee di programmazione che mirano soprattutto ad una strategia che esalti la qualità, in tutte le direzioni, compresa quella della funzionalità dei servizi e della gestione di ogni bene. L'Unesco non si limita infatti a valutare esclusivamente il valore dei siti candidati, ma anche, se non soprattutto, le azioni e i piani che localmente vengono applicati.