Nel degrado lo Stadio Antonino Pio e il Tempio di Serapide, Museo di Baia inaccessibile Ora tutto quello splendore è perduto. Poco rimane del fasto delle costruzioni romane, qui regna solo il degrado. Da queste parti il turista coraggioso alla ricerca del fascino della storia troverà abbandono e incuria. E, soprattutto, monumenti inaccessibili, perché chiusi al pubblico. Da Pozzuoli a Bacoli e fino a Cuma, decine sono i siti off-limits. Anfiteatri, templi, necropoli scivolano giorno dopo giorno nellabbandono. Chiusi il Rione Terra, lo Stadio Antonino Pio, le necropoli di San Vito e di via Celle soffocano tra gli sterpi e i rifiuti. Il tempio di Serapide è diventato una palude, sommerso per metà da un pantano dacqua fetida dove si annidano insetti. Porte serrate anche al museo archeologico di Baia (le sale del nuovissimo allestimento), il mausoleo di Fescina a Quarto è invaso dai rifiuti, a Bacoli la cisterna Cento Camerelle resta chiusa dopo la frana di questinverno, il mausoleo del Fusaro è off-limits anche se viene aperto periodicamente da unassociazione di volontari. Le chiavi della Piscina Mirabilis restano in mano alla signora Giovanna, dirimpettaia addetta allapertura, su richiesta, della più grande cisterna mai costruita dai Romani. E la lista potrebbe continuare. A distanza di qualche anno dalla rinascita dei "Campi ardenti" gestita dalla Scabec e voluta fortemente dalla giunta bassoliniana, il tracollo di quei progetti - che allora erano il fiore allocchiello dei funzionari della Soprintendenza e dei dirigenti regionali - è sotto gli occhi di tutti. Via Campi Flegrei, a due passi dalla fabbrica ex Olivetti. Affacciato su uno splendido panorama sul golfo, si intravede la parte meridionale dello Stadio Antonino Pio. Due anni fa linaugurazione, otto milioni di euro di investimento, il recupero dello stadio che aveva ospitato le prime gare olimpiche fece gridare al miracolo gli esperti. Riemergeva dopo duemila anni di vita "sotterranea", praticamente ricoperto da quintali di terra ed erbacce. Ora, in quel capolavoro dellarchitettura romana i rovi sono tornati. Ricoprono quasi per intero le mura restaurate, dietro il cancello chiuso il cartello con le indicazioni storiche del monumento giace a terra. Le macchine sfrecciano veloci, a pochi passi la segnalazione della fermata del City Sightseeing che ormai non serve più. Questanno il bus turistico ha infatti cancellato il percorso nei Campi Flegrei. «Ogni tanto arriva qualche turista straniero e chiede come si fa a entrare - dicono in un negozio vicino - ma per la verità, sono sempre meno». Stessa storia per il Museo archeologico nel castello di Baia, uno tra i più grandi repertori artistici in 45 sale dedicate ai Campi Flegrei. Inaugurato lanno scorso, è stato accessibile per qualche weekend ma resta chiuso per mancanza di custodi. «Domenica mattina volevo visitarlo - dice Sara, 23 anni, studentessa di Archeologia di Teramo, mentre sta per entrare nei sotterranei dellAnfiteatro Flavio - mi hanno detto che non è aperto al pubblico e ho ripiegato sullunico piano accessibile. Una vera delusione». Dalla valorizzazione al fallimento, dunque. Se lanno scorso qui i turisti accorrevano numerosi, oggi sono sempre meno i "coraggiosi" ad addentrarsi in un territorio disseminato di difficoltà. Una situazione complessa su cui la Soprintendenza pensa di intervenire, appellandosi alla Regione. «Abbiamo chiesto un appuntamento per discutere di una questione che si aggrava ogni giorno di più - spiega Gregorio Angelini, direttore regionale per i Beni culturali - cè la volontà di risolvere la questione ma sappiamo che ci sono problemi di bilancio. E se lincontro non avrà i risultati sperati, pensiamo di intervenire almeno sui casi vicini alla soluzione». I lavori nel museo di Baia e nellarea archeologica di Cuma potrebbero partire già dopo lestate. Ma anche qui contano i fondi regionali. Intanto i monumenti vivono nellabbandono. La patina verdastra dellacqua ricopre per metà le colonne del tempio di Serapide. Un gruppo di turisti di Savona, uno scatto dopo laltro, increduli si soffermano a guardare la melma, poi chiedono: «È così difficile rimuovere lacqua? Ecco come si distrugge il turismo».
CAMPANIA - Campi Flegrei, il turismo non abita più qui - Da Pozzuoli a Cuma monumenti chiusi e siti abbandonati.
Il degrado e l'incuria hanno colpito molti monumenti romani nella zona dei Campi Flegrei, a Pozzuoli, Bacoli e Cuma. Il Rione Terra, lo Stadio Antonino Pio, le necropoli di San Vito e di via Celle sono stati chiusi, mentre il tempio di Serapide è stato sommerso per metà da un pantano di acqua fetida. Il Museo archeologico di Baia è stato chiuso per mancanza di custodi, e il mausoleo di Fescina a Quarto è invaso dai rifiuti. La Piscina Mirabilis, la cisterna più grande costruita dai Romani, è stata chiusa per mancanza di chiavi.
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