Il prefetto in campo: subito a Napoli un ispettore del Fondo edifici di culto Le immagini. «Non avrei pensato che la struttura fosse così malridotta. Il problema va approfondito» Il vertice: «Contatterò gli uffici romani per chiedere una verifica urgente sullo stato dei luoghi» Ha scoperto con dolore la situazione del monastero di Santa Chiara: il prefetto Alessandro Pansa ieri ha letto l'inchiesta esclusiva del Mattino e ha guardato le foto che mostravano il degrado della antica struttura, e ha deciso di muoversi con rapidità: «Domattina (oggi per chi legge n.d.r.) contatterò l'ufficio centrale di Roma del Fondo Edifici di Culto per chiedere un intervento urgente». Nella gestione del complesso di Santa Chiara la prefettura ha un ruolo centrale. Anche quel luogo, come tante altre chiese napoletane, rientra nei beni che sono affidati alla gestione dello Stato tramite una struttura specifica, il Fondo Edifici di Culto, che a livello provinciale fa capo alla prefettura. Se, quindi, c'è una situazione di degrado dentro al monastero di Santa Chiara, è proprio il prefetto il primo a doverne essere informato e ad organizzare verifiche e controlli: «Quando ho visto quelle fotografie sono rimasto sgomento. Non immaginavo che l'ala un tempo appartenuta alle monache clarisse, all'interno del complesso di Santa Chiara, fosse così mal ridotta. Ritengo che sia opportuno un approfondimento». È per questo motivo che stamattina il prefetto Pansa si metterà in contano con gli uffici del Fec di Roma anche se «Sono certo che mi diranno che un funzionario è già partito per Napoli. Anche loro avranno letto e si saranno attivati», spiega il Prefetto. Le procedure per ogni intervento sono rapide. Dopo un breve controllo sui luoghi viene convocata una riunione per decidere gli eventuali lavori che vengono generalmente affidati alle Soprintendenze locali. Sulla specifica vicenda, però, il prefetto Pansa preferisce non sbilanciarsi: «Non abbiamo ancora fatto nemmeno il sopralluogo, non pretendete che già dica se, come e quando si interverrà». La situazione del monastero di Santa Chiara è decisamente preoccupante, come vedete dalle foto pubblicate in questa pagina e come sa chi ha letto il nostro giornale ieri mattina. Lo stato di degrado avvolge una sola ala del complesso monastico gestito dai frati francescani: si tratta esattamente del luogo dove, dal 1300 e fino agli inizi del 900, sono state ospitate le suore di clausura dell'ordine delle Clarisse. Insomma proprio il «Monastero di Santa Chiara» reso famoso dalla celebre canzone. Il chiostro è splendidamente tenuto, la chiesa si presenta in tutta la sua magnificenza; anche l'ala del complesso dove risiedono i frati e dove c'è la sede della Curia è tenuta in maniera perfetta. La parte della struttura dove c'erano le cellette delle monache e dove si riunivano nell'immensa sala refettorio, invece, è nello stato di più completo abbandono. Nel dopoguerra le monache vennero spostate in un altro edificio adiacente e la struttura trasformata in sede del «pontificio istituto superiore di scienze e lettere», poi la scuola fu abbandonata e il luogo aggredito dal degrado. Ci sono segni di lavori di ristrutturazione iniziati e lasciati a metà. Il soffitto del refettorio che venne lesionato dal bombardamento del 43 che colpì e distrusse la chiesa, è stato rimesso in sesto nel passato. Ma il resto della struttura è cadente. Solai pericolanti, scale pronte a crollare, finanche il soffitto a cassettoni della stanza della badessa, che ha resistito ai secoli e alle guerre, sta a poco a poco venendo giù. Frate Agostino, il francescano che gestisce il complesso con il ruolo di «procuratore», ha chiesto un intervento rapido per salvare l'antica ala del monastero di Santa Chiara: «Anche i privati possono farsi avanti per darci una mano. Noi speriamo che la città voglia sostenerci per recuperare un pezzo della storia di questo complesso e di tutta Napoli». La tutela. Patrimonio controllato dal ministero Il «Fec», Fondo Edifici di Culto, che gestisce anche il complesso di Santa Chiara, è una struttura che fa capo al ministero dell'interno. Si tratta di una struttura che ha in gestione oltre 700 chiese e luoghi di culto in tutta la nazione. Quel patrimonio è passato in gestione allo Stato «proveniente dagli enti religiosi disciolti dalla cosiddetta legislazione eversiva di fine 800», come spiega il sito istituzionale. Il Fec è amministrato da una direzione centrale inserita nel dipartimento per le Libertà Civili e l'immigrazione, mentre a livello provinciale viene gestito dalle prefetture. Al vertice del Fec c'è è il ministro dell'interno. Il degrado del monastero delle Clarisse è venuto a galla solo adesso, quello dei giardinetti esterni al complesso di Santa Chiara, invece è noto da tempo, e sembra senza soluzione. Anche ieri, come ogni giorno, nella piccola area verde che circonda la chiesa, dormivano decine di disperati. Quello spazio davanti al quale sciamano i turisti in visita alla struttura, è stato trasformato in accampamento con vestiti appesi alle piante, sacchi a pelo per proteggersi durante la notte, griglie per cuocere qualcosa di sera, quando la struttura è chiusa e nessuno disturba l'accampamento. A più riprese le forze dell'ordine hanno organizzato servizi per cacciare quelle persone ma senza un presidio fisso il ritorno dei disperati è assicurato. Attualmente, visto che quelle persone restano lì e probabilmente non verranno allontanate sarebbe almeno necessario un intervento di pulizia e disinfezione dell'area utilizzata come wc dagli homeless che vivono nei giardini di Santa Chiara. Si tratta del vialetto che conduce al campanile: c'è anche un segnale turistico che invita i passanti a raggiungere la base della torre campanaria ma è impossibile anche avvicinarsi pervia del tanfo insostenibile e delle decine e decine di escrementi che fanno bella mostra lungo il percorso. Il viottolo che conduce al campanile avrebbe anche un cancello, sul fondo, che collega con via Santa Chiara. Ma quel cancello è sempre chiuso.
Il Mattino
19 Luglio 2010
✓ Entità verificate
Napoli. Santa Chiara crolla, interviene Pansa: Sono sgomento
PA
Paolo Barbuto
Il Mattino
Il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ha scoperto la situazione di degrado del monastero di Santa Chiara e ha deciso di muoversi con rapidità per chiedere un intervento urgente. Il monastero, gestito dai frati francescani, è stato abbandonato e la struttura è cadente. Il prefetto ha già contattato gli uffici del Fondo Edifici di Culto (Fec) di Roma per chiedere una verifica urgente sullo stato dei luoghi. Il Fec gestisce oltre 700 chiese e luoghi di culto in tutta la nazione e ha un ruolo centrale nella gestione del complesso di Santa Chiara.
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