Erosione, è allarme rosso. Metà del golfo di Baratti, dal Casone a due passi dalla necropoli di San Cerbone, e fin sotto il ristorante Canessa, è stato divorato dal mare. Sull'altra metà si concentrano i vacanzieri, soprattutto tedeschi, che affollano la spiaggia destinata a divenire patrimonio dell'Unesco. In pericolo anche i siti archeologici sulla costa, dove ormai le onde si infrangono decise, tanto da abbattere una delle staccionate di protezione. Là dove fino ad un anno fa si potevano stendere gli asciugamani sulla spiaggia, adesso c'è un cumulo misto di alghe spiaggiate e grandi sassi. Lo stesso avviene in mare: dove prima le famiglie portavano i loro bambini piccoli a fare il bagno per l'acqua bassa, adesso ci sono solo pietre di medie dimensioni. A vederla oggi sembra una delle tante insenature rocciose come ce ne sono tante in città. Il declino del golfo ormai è inesorabile. La speranza di ridare all'arenile di Baratti la sua spiaggia perduta sta tutta in un intervento di ripascimento che la Regione attende per la fine dell'anno, se la gara d'appalto sarà avviata dalla Provincia nel corso dei prossimi mesi. Gli otto anni trascorsi (dal 2002, quando la Regione stanziò i soldi per intervenire) hanno cancellato metà di un golfo tra i più belli d'Italia e adesso mettono a rischio anche il patrimonio archeologico. Ormai, sotto la chiesina di Baratti si può arrivare solamente dal mare: l'alternativa, altrimenti, è avventurarsi tra una serie di massi che da sotto la fontina naturale (ora chiusa) si estendono per alcune decine di metri. Ancora in balia delle onde, e dell'azione corrosiva del mare, si trova il muro di recinzione dell'edificio di culto. Ad oggi sembra cancellata definitivamente l'immagine da cartolina di questa fascia di costa, che dal Casone arriva fin sotto Populonia alta. In generale, la presenza dei sassi, soprattutto in mare, è aumentata un po' su tutto il golfo, anche sotto la pineta e di spiaggia ce n'è ogni estate sempre di meno e al suo posto avanza il posto al pietrisco. Perfino di scorie ferrose, da sempre patrimonio di distinzione della spiaggia a ridosso dell'area archeologica, se ne contano sempre di meno. Ad accorgersi del lento declino del golfo, mentre da Firenze e Livorno lavorano per l'avvio delle operazioni di ripascimento (dopo l'ok al progetto definitivo della Regione, manca all'appello quello della Provincia) sono anche i turisti fiorentini che da anni trascorrono sulla costa di Baratti le loro ferie estive. «Vengo qui da anni - spiega Sofia Domeniconi, pensionata che abita in provincia di Firenze - mi ricordo che prima era possibile camminare con tutta tranquillità lungo tutto il golfo. Adesso, invece, si arriva fino all'albero del Casone, poi devo tornare indietro». «Io ci ho portato i miei figli - le fa eco la figlia Lucia - facevano il bagno proprio là, dove ora ci sono le pietre». E le pietre, ormai, sono ciò che rimane di un golfo lasciato finora in balia di se stesso.
PIOMBINO. Erosione, ora è allarme rosso. Il mare divora Baratti, sassi e alghe al posto della sabbia
Il golfo di Baratti, situato in Toscana, è in stato di allarme rosso a causa dell'erosione costiera. La metà del golfo è stata divorata dal mare, mentre l'altra metà è affollata da vacanzieri, soprattutto tedeschi. I siti archeologici sulla costa sono in pericolo, con le onde che abbattono le staccionate di protezione. La spiaggia è stata ridotta a un cumulo di alghe e sassi, mentre in mare ci sono solo pietre di medie dimensioni. La Regione attende un intervento di ripascimento per la fine dell'anno, se la gara d'appalto sarà avviata dalla Provincia nei prossimi mesi.
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