Se come dice lui il 20 di alloggi del piano saranno di edilizia sociale e sono 5.000, avremo case per 100.000 persone... Abbiamo letto con interesse l'articolo dal titolo "L'edilizia sociale cambia volto" apparso il 16.07.2010 a pagina IV della cronaca di Prato de Il Tirreno, a firma Alessandra Agrati. Nell'articolo l'assessore all'urbanistica del Comune Gianni Cenni sostiene che a Prato sparirà l'edilizia residenziale pubblica (le cosiddette case popolari) per fare posto all'"edilizia sociale". Ci auguriamo che l'assessore abbia ragione ma abbiamo dei forti dubbi che si possa dare l'addio alle case popolari, vista la pesante situazione economica e occupazionale che attanaglia Prato e che crea grandi difficoltà a quelle fasce sociali a basso reddito e che non riescono a far fronte alle necessità quotidiane per condurre una vita dignitosa (e l'assessore ai servizi sociali e alla casa credo lo sappia bene). Con questo non è che siamo contrari al progetto finanziato dalla Regione Toscana e portato avanti dall'Università di Firenze per "trovare il giusto modello abitativo" per Prato che porti a recuperare o a qualificare zone dismesse e che permetta di costruire abitazioni da affittare a canone calmierato, che siano accessibili alle nuove fasce sociali che sono in quella che viene definita la "zona grigia di reddito". Il problema caso mai sarà quello di trovare operatori, pubblici eo privati, disposti a investire in questo progetto. La cosa che però non ci convince per nulla sono i numeri: l'assessore all'urbanistica Gianni Cenni sostiene che "Nel piano strutturale che stiamo mettendo a regime, il 20 per cento degli alloggi saranno destinati all'edilizia sociale, per un totale di cinquemila sparsi in tutta la città". Forse abbiamo capito male ma se cinquemila alloggi, pari al 20 per cento, saranno destinati all'edilizia sociale vuol dire che saranno costruiti in totale 25 mila alloggi (!) che permetterebbero di sistemare circa 100 mila persone se consideriamo in media circa quattro componenti per famiglia... Il che, per una città delle dimensioni che ha Prato, sono numeri decisamente sproporzionati considerando anche le abitazioni esistenti sul territorio sfitte o invendute. () Segretario del Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio della provincia)