Nell'ultima seduta del consiglio comunale di San Pietro in Cariano, all'ordine del giorno c'era la trasformazione in zona edificabile dell'area ex scuole elementari del capoluogo e la vendita dell'area comunale delle Cedrare, prima destinata a edilizia agevolata per le famiglie del Comune. La delibera è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza, hanno votato contro la Lista civica Battistella e il Partito democratico. Le minoranze hanno accusato la giunta di voler cementificare il territorio. «L'opposizione è in mala fede», ha detto il sindaco Gabriele Maestrelli, «infatti chi ci critica ci ha lasciato un'eredità di 600-700mila metri cubi edificabili con i relativi permessi già rilasciati». E aggiunge: «La scorsa amministrazione ci ha lasciato un milione di debiti in fatture da pagare e noi, per non sforare il patto di stabilità, che ci obbligherebbe a stare fermi per almeno cinque anni e a pagare penali, siamo costretti a vendere e non svendere, come dicono alcuni, il vigneto di località Contine, vincolato da un contratto di affitto poco remunerativo stipulato poco prima della scadenza elettorale che ha penalizzato i prezzi di vendita». E continua: «La mia amministrazione è conscia delle difficoltà che stanno passando tutte le amministrazioni locali, ma non per questo ci tiriamo indietro. Mi servirebbe collaborazione anche da parte della minoranza», dice il sindaco sottolineando che diversi metri cubi edificabili sono stati approvati e firmati dall'amministrazione Accordini come i «500mila dell'area ex Lonardi e tre piruea problematici». «Che le minoranze si documentino», conclude, «l'area della scuola è inalienabile, non è fabbricabile. La scuola elementare del capoluogo, insufficiente per gli spazi e i servizi, sarà riqualificata con uno stanziamento di 1 milione e 100mila euro».G.G.