VENEZIA Dopo i clamorosi disservizi di sabato scorso e gli altri problemi logistici della Mostra, è intervenuto il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. «Il problema ha detto non è la direzione artistica, ma la macchina complessiva che il presidente Croff si è trovato a dover gestire». E parlando quindi di «macchina organizzativa da rivedere», ha aggiunto: «Il mio amico Croff ha usato una bella metafora parlando con me: abbiamo riconosciuto che siamo tanto bravi da creare una Mostra che equivale un po' al motore di una Ferrari, ma abbiamo purtroppo riscontrato che la carrozzeria resta quella di una Topolino». E pur avendo ripetuto che Muller e Croff non hanno nulla da temere, ieri al Lido circolava la notizia di una presunta «lista nera» con i nomi di chi avrebbe finito per pagare con il posto di lavoro i disservizi della Mostra. Così Croff in serata è intervenuto per correggere, almeno parzialmente, il tiro del ministro. «Non nascondo spiega il direttore della Mostra al Corriere che dopo la serata di sabato (centinaia di biglietti emessi ai quali non corrispondevano posti in sala, proiezione del film di Johnny Depp finita con ore di ritardo all'alba, ndr) abbiamo cercato di porre rimedio in corsa a quello che non ha funzionato: un insieme di piccole cose messe insieme hanno creato grossi problemi. Pur assumendomi le giuste responsabilità, tengo a precisare che non si tratta di confermare o tagliare teste. Abbiamo organizzato la Mostra in soli tre mesi: per l'edizione del 2005 ne avremo a disposizione dodici, sarà tutto diverso».