Anna Pia ha 35 anni e passeggia con la sua bambina sul molo di Levante a Barletta. Appena intravede il vecchio trabucco sospira: «E'un peccato vederlo ridotto così! E pensare che i miei genitori lo hanno usato come set fotografico nel giorno del loro matrimonio quasi quaranta anni fa: allora era bellissimo». Il trabucco era il simbolo dell'economia cittadina, ora è l'emblema del degrado: le assi di legno sembrano aggrappate fra loro, unite da una forza misteriosa che potrebbe abbandonarle in qualsiasi momento. «Servirebbero almeno 40mila euro per recuperalo e renderlo fruibile», dice Nino Vinella, referente della sezione cittadina del Fai, il Fondo ambiente italiano. Un'immagine del trabucco, ormai fatiscente L'abbandono in cui versa il trabucco costruito agli inizi del Novecento, lo ha reso pericolante tanto da diventare inagibile. La struttura appartiene al Demanio dello Stato ma anni fa è stato dato in gestione alla famiglia Ricatti di Barletta. «Da quando l'anziana titolare della concessione è morta, la licenza non è stata più rinnovata e l'antica macchina da pesca è stata abbandonata», racconta Vinella. Gli eredi della donna non sanno se rinnovare il permesso: i costi sono alti a fronte di entrate nulle. Il trabucco quindi resterà nel degrado? «Mi auguro di no», spera Vinella che avanza delle proposte per salvare la struttura ridotta a uno scheletro in legno. «Le possibilità sono tre», dice Vinella e le elenca: «La prima soluzione potrebbe intravedersi in una cordata di imprenditori che investa nella ristrutturazione del trabucco trasformandolo per esempio in un ristorante come è accaduto a Peschici; la seconda punta sulla sensibilità dei cittadini - contribuenti che potrebbero devolvere il cinque per mille sulla loro dichiarazione dei redditi al progetto di recupero o infine segnalare il trabucco al Fai come "Luogo del cuore"». Nell'ultimo caso il trabucco verrebbe inserito in una lista di beni da tutelare e sarebbe poi il Fai a intervenire. Il tempo però stringe: l'iniziativa del Fondo per l'ambiente si conclude il prossimo 30 settembre.
BARLETTA Prima simbolo, ora nel degrado L'agonia dell'ultimo trabucco
Anna Pia osserva il trabucco di Levante a Barletta con la sua bambina. Il trabucco, costruito agli inizi del Novecento, è stato abbandonato e non è più fruibile. Il Fai, il Fondo ambiente italiano, ha proposto tre soluzioni per il recupero del trabucco: investimenti per la ristrutturazione, contributi dei cittadini e segnalazione al Fai come "Luogo del cuore". Il trabucco appartiene al Demanio dello Stato e la famiglia Ricatti, che lo gestisce, non sa se rinnovare il permesso. Il Fai ha un termine di 30 settembre per presentare le proposte. Il trabucco è pericolante e inagibile a causa dell'abbandono.
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