Fabbri: ma i lavori vanno avanti Il bando di gara integrato per la realizzazione del Parco della Musica era illegittimo. E ora la presidenza del Consiglio dei Ministri e la Sac (la società che si aggiudicò l'appalto in origine da 80 milioni ma con i costi lievitati di oltre triplo) dovranna risarcire la Giafi, l'azienda il cui progetto arrivò secondo. I lavori del nuovo auditorium però non si fermeranno, come ha rassicurato ieri il commissario straordinario Elisabetta Fabbri. Lo ha stabilito il 13 luglio scorso il Consiglio di Stato confermando la sentenza del Tar a cui si era rivolta la Giafi che però non aveva chiesto di subentrare nell'appalto, ma solo un risarcimento che Tar e Consiglio di Stato hanno quantificato in oltre 3milioni di euro. Il risarcimento sarà pagato a metà dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Sac che con il ricorso al Consiglio di Stato avevano cercato di ribaltare la sentenza del Tar del Lazio del febbraio scorso. La vicenda del Parco della Musica e di quella gara che i giudici hanno annullato finirà anche alla Corte dei Conti che dovrà stabilire a questo punto se ci sia stato o meno un danno erariale da imputare per eventuale dolo o colpa grave ai funzionari che hanno realizzato il bando. «Un scandalo nella marea di scandali che stanno travolgendo, la nostra città», ha detto Mario Razzanelli della Lega Nord. Il Parco della Musica rientra tra le opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Proprio in una telefonata intercettata tra gli architetti Casamonti (progettista per la Giafi) e Desideri (progettista della Sac), in cui si parla anche di quella gara, viene coniata l'espressione, fatta propria dal gip Rosario Lupo, di «sistema gelatinoso». (A. Gag.)