È passato pochissimo tempo dal «cialtroni» rivolto da Tremonti a politici e amministratori del Sud che chiedono sempre nuove risorse, e intanto sono stati capaci di spendere solo meno di 4 dei 44 miliardi di fondi Fas a loro disposizione. Ma chi se ne ricorda più? Con sdegno si replicò al ministro che lo Stato era corresponsabile dei ritardi, che al Sud si era fatto tutto quanto si poteva e si doveva, e via su questo tono. Poi è calato il silenzio, e le cose hanno ripreso il loro corso normale (cioè anormale). Tipica storia nostrana? Noi non siamo così drastici e pessimisti. Certo è, però, che del da fare o di ciò che è in atto per la utilizzazione di risorse ingenti come i 40 miliardi qui in gioco non si è più sentito parlare. Il ministro Fitto annunciò che per metà luglio sarebbe finito il monitoraggio dello stato delle cose e si sarebbe avuto un piano, d'intesa con i ministeri competenti (11 degli ormai famosi 44 miliardi sono a gestione centrale), le Regioni, le Fs e l'Anas, per riprogrammare i 40 miliardi ancora disponibili. Orbene, metà luglio è passata, ma di un avvio a quella riprogrammazione nulla si sa. Le Regioni si interessano solo dei tagli loro imposti dalla manovra finanziaria. i un'azione del governo per ottenere da Bruxelles norme un po' più flessibili (e anche più ragionevoli) in materia di fondi si sa anche meno (tacciono anche gli eurodeputati del Sud). Né si sa nulla dai ministeri interessati ai Fas. Insomma, tutto fa credere che a settembre non avremo affatto la riprogrammazione resa necessaria dai ritardi, mentre incombe un autunno che appare non tranquillo e non si riesce nemmeno a sveltire un po' la progettazione e la messa a cantiere, ossia le fasi più attardanti per le grandi opere legate ai Fas, che quindi restano ferme. In compenso, però, alcune novità degne del palcoscenico italiano non sono mancate. Il ministro Fitto ha, infatti, smentito del tutto il collega di governo Tremonti, liberando quindi i meridionali dall'accusa di cialtroneria. Le risorse comunitarie per il periodo 2000-2006 sono state, ha detto Fitto, quasi del tutto utilizzate. I residui sono di appena lo 0,33 del totale. Quanto a quelle per il periodo 2007-2013, di cui propriamente si parlava in queste settimane, il ministro non ha battuto ciglio: le cose sono avviate, anche se solo il 27 è stato completato, il 46 è passato a cantiere, l'11 è vicino all'apertura e solo il 15 è ancora in progettazione. Uno stato abbastanza soddisfacente, dunque, specie se fosse il risultato del monitoraggio di metà luglio di cui si è detto. I problemi del Sud, ha concluso Fitto, sono altri, e ha tirato in ballo le solite e ben note cose sullo scarto, peggiorato, fra Nord e Sud. Di rincalzo a Fitto, il presidente Fini ha osservato che del deficiente uso dei fondi di cui si parla non sono responsabili solo i «cialtroni» del Sud, bensì anche, in congrua parte, l'amministrazione statale, implicitamente ridimensionando così anch'egli l'accusa di Tremonti. In un paio di settimane, insomma, c'è stata una larga riscossa dei «cialtroni», con la benedizione di colleghi di governo di Tremonti e di uno dei vertici dello Stato. Noi, però, continuiamo a non capire. Notiamo, ad esempio, che il Corriere della Sera aveva il 5 luglio tutta una pagina, a firma Mario Sensini, sull'utilizzazione dei fondi statali ed europei da parte delle Regioni del Sud, con una serie di dati impressionanti e di pieno avallo del, sia pure pesante, atto di accusa di Tremonti. Le stesse cose si sono potute leggere sui maggiori quotidiani nazionali. Come mai non si è vista alcuna smentita diretta di tali cose al Corriere o ad altri? Serve alla stesso scopo una qualche dichiarazione o tirata statistica, svolta senza raccordo con ciò che si legge in tutta la grande stampa nazionale? Noi non lo crediamo. Questa, semmai, è la via buona per accrescere il disorientamento e la diseducazione della pubblica opinione. Del che non si sente il bisogno da nessuna parte, e meno che mai al Sud.
Cialtroni o non cialtroni, il problema c'era e c'è
Il ministro Fitto ha smentito il collega di governo Tremonti, affermando che le Regioni del Sud non sono state cialtroni con i fondi Fas. Fitto ha anche detto che le risorse comunitarie per il periodo 2000-2006 sono state quasi del tutto utilizzate e che quelle per il periodo 2007-2013 sono state avviate, anche se solo in parte. Il presidente Fini ha anche osservato che il deficiente uso dei fondi non è solo responsabilità delle Regioni del Sud, ma anche dell'amministrazione statale. Tuttavia, non si sa nulla sulla riprogrammazione dei fondi Fas, che era prevista per metà luglio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo