Dopo i riflettori della stampa nazionale, approda all'Ars con un'interrogazione del Pd «Un secondo porto turistico non serve affatto». Così i deputati regionali del Pd, Bruno Marziano e Roberto De Benedictis, intervengono sulla querelle che infiamma gli animi del centrodestra, e non solo, in queste settimane. I due parlamentari, dunque, dicono no alla cementificazione del porto Grande, forti del sostegno del capogruppo del Pd all'Ars, Antonello Cracolici, che ha posto la propria firma all'interrogazione presentata ieri da Marziano e De Benedictis. Oggetto della discussione, appunto, il secondo progetto di porto turistico che si è affiancato a quello già approvato e in via di definizione che fa riferimento al gruppo «Acqua Pia Antica Marcia» di Caltagirone. Un'opera che è stata alla ribalta delle cronache nazionali dopo la denuncia di ItaliaNostra e l'appello dell'ispettore onorario della soprintendenza, Enzo Maiorca. «Il progetto del primo porto - affermano Marziano e De Benedictis - prevede l'interramento dello specchio acqueo di circa 50mila metri quadrati di superficie, finalizzati alla realizzazione di moli e banchine per 500 posti barca nonché aree per edifici da destinare a uffici, negozi, ristorante, caffetteria, sala lettura, centro benessere ed altro ancora, fra cui un hotel lungo ben 140 metri. Il progetto del secondo porto, previsto in adiacenza al primo, prevede l'interramento di ulteriori 50mila metri quadrati di specchio acqueo per realizzare banchine per 350 posti barca e aree di costruzione per edifici di diverso uso». I due deputati regionali contestano come nelle conferenze dei servizi e nei successivi pareri resi, non siano stati sollevati particolari rilievi da parte degli organi regionali competenti. E in particolare dai rappresentanti del servizio demanio marittimo dell'Assessorato regionale al Territorio e all'ambiente e della soprintendenza. Quest'ultima, a detta dei due parlamentari regionali, si è limitata ad esprimere parere favorevole alla generica condizione «che venga ridimensionato l'impegno dello specchio acqueo e le dimensioni degli edifici di servizio». «Eppure - spiegano i tre deputati - in occasione della recente istruttoria di un analogo porto turistico lungo la costa di Taormina, il rappresentante del Servizio demanio marittimo dell'assessorato regionale al Territorio ne ha richiesto "una rivisitazione complessiva con l'abolizione dell'edificato relativo all'edilizia alberghiera e residenziale" ed il rappresentante della soprintendenza di Messina ne ha subordinato l'approvazione al rispetto del "Piano paesistico" evidenziando come il progetto, "prospetti una profonda trasformazione dei luoghi". Una disparità incomprensibile sulla quale chiediamo un approfondimento». Sulla questione, De Benedictis evidenzia come sia d'accordo all'aumento dei posti barca: «ma non ai palazzi dentro l'acqua. Altrove i porti turistici riqualificano l'edilizia esistente ma questi saranno due villaggi turistici dentro il porto chiusi alla città». «Ritengo opportuno che ci sia un intervento dell'assessorato regionale competente - ha detto Bruno Marziano - per una verifica sulla sostenibilità ambientale di queste nuove proposte». isabella di bartolo 17072010