«Serve una moratoria: il Prg non è mai stato sottoposto a Vas» «Ogni giorno perduto è un pezzo del nostro territorio che scompare per far posto a palazzine inutili, in una città a crescita demografica zero, o a strutture turistiche o commerciali incompatibili e negative per uno sviluppo turistico, di cui si cancellano i presupposti ambientali e storici». Per questo motivo il consigliere comunale Ettore Di Giovanni ha chiesto, con una lettera indirizzata al presidente Consiglio comunale, durante la conferenza dei capigruppo di domani, di inserire tra le priorità all'odg del prossimo Consiglio la revisione del Prg. «La valanga di cemento che si sta rovesciando sul territorio e sul porto di Siracusa come conseguenza anche di scelte sciagurate volute con il Prg Bufardeci - sottolinea - sta interessando l'opinione pubblica nazionale. Il tempo gioca contro l'interesse della città alla salvaguardia di un territorio che, per le emergenze storiche, paesaggistiche e naturalistiche rappresenta la vera ricchezza di Siracusa, una ricchezza che rischia di scomparire irreversibilmente travolta da una cementificazione funzionale solo a una miope speculazione». L'assise a luglio dello scorso anno diede mandato alla commissione Urbanistica di formulare una proposta di indirizzo per una variante al Prg, dopo quasi un anno i lavori sono terminati e la proposta trasmessa, ma Di Giovanni chiede di porre all'odg anche i temi del piano porto e dei porti turistici. Intanto, le 40 associazioni che hanno sottoscritto l'appello per salvare Siracusa dal cemento, hanno avanzato una proposta sui criteri di individuazione delle varianti da apportare al Prg e iniziato una raccolta firme. «Il Prg non è mai stato sottoposto a Vas - dicono - quindi diviene necessaria una moratoria di questo miope strumento nelle aree sensibili, in attesa di strumenti urbanistici che dimostrino un approccio più sensibile alle problematiche». Sulle zone edificabili dall'edilizia abitativa, quindi, suggeriscono di prendere in considerazione nuovi dati sulla crescita demografica invece di quelli utilizzati alla nascita del Prg, sulle strutture alberghiere della costa, le associazioni propongono di verificare i dati e le prospettive sul turismo per vedere la reale necessità di strutture alberghiere. Infine, individuano nel Piano paesaggistico della soprintendenza un documento utile per un raffronto col Prg, per rendere inedificabili le zone di rilievo da un punto di vista storico o naturale o in ogni caso prossime ad aree protette o vincolate. Luca Signorelli 18072010