Da Muzio a Gio Ponti a Caccia Dominioni, fino alle ricerche e agli interrogativi di oggi In 120 foto di Václav Sedý in mostra a Sondrio lanalisi per immagini dei maggiori progettisti Siamo nelle Alpi centrali, a Sondrio, Morbegno, Chiavenna, Valmalenco, e questo forse autorizza a pensare che chi va alla ricerca delle architetture contemporanee debba per forza fare i conti con le tipologie classiche dei tetti a falde, delle baite in stile alpino o delle case che riprendono, magari aggiornandolo, il tipico graticcio in legno. Che le cose stiano in modo diverso lo spiega molto chiaramente una bella mostra fotografica esposta a Sondrio alla Galleria del Credito Valtellinese dove il panorama dellarchitettura del XX secolo e dellultimo decennio appare davvero sorprendente. Limmediatezza del messaggio fotografico permette di cogliere e apprezzare la complessità di un patrimonio tutto da scoprire e che Václav Sedý, fotografo praghese da trentanni italiano dadozione, ha documentato con il rigore che lo caratterizza. Le 120 immagini in mostra (ampliate fino a 200 nellaccurato catalogo) sono state tutte realizzate in pellicola e con una macchina a banco ottico di grande formato, come a ribadire il senso di una ricerca che vuole essere una vera analisi dello spazio architettonico. Si comincia con esempi dei tardi anni 30, dove gli interventi di Giovanni Muzio e Ugo Martinola a Sondrio (il Palazzo del Governo datato 1935 del primo, gli edifici di abitazione del secondo) risentono del dualismo che caratterizzava larchitettura fascista, divisa fra richiami aulici al passato e aperture moderniste. Poi, negli anni Cinquanta, emerge la figura di Gio Ponti che, firmando il progetto della centrale ideoelettrica di Pristone di Campodolcino, usa linee purissime che si inseriscono nel paesaggio con unarmonia nuova e affascinante, ben sottolineate dal bianconero delle fotografie che le documentano. Altro grande nome presente è quello di Luigi Caccia Dominioni (da segnalare la biblioteca civica e il centro parrocchiale di Morbegno) che, con Marco Bacigalupo e Ico Parisi, è presente con progetti di qualificazione dei centri storici datati anni 60 e 70, presentai in mostra in trittici che accostano a vedute dassieme la sottolineatura dei particolari. Bello anche il movimentato edificio per abitazioni, uffici e negozi a Sondrio firmato da Giovanni Quadrio Curzio: per anni responsabile delle mostre del Credito Valtellinese, prima della recente scomparsa aveva lavorato proprio alla preparazione di questa mostra. Il colore si accosta al bianconero quando ci si avvicina, siamo nellultimo ventennio, ai progetti più recenti (Simone Cola, Fabio Rabbiosi, Enrico Scaramellini, per citarne alcuni) di interventi pubblici e privati dove si sentono i richiami agli stili più disparati dal minimalismo al postmoderno: lo sguardo del fotografo si interroga sul bello e sul brutto, sulle contraddizioni e sulle proposte positive, come quella voluta dalla società Stelline, vicina al Credito Valtellinese, di unarchitettura frutto di scelte condivise.