Ora servono 30-40 milioni per ristrutturare ledificio e altri 50 per la Pinacoteca. Resca: "Per un progetto così importante sono certo che i fondi li troveremo" Sarà una giornata memorabile domani per la Grande Brera, per il trasferimento dellAccademia di Belle Arti, di cui si parla da anni, dalla sua sede storica alla ex caserma di via Mascheroni, e per lespansione della Pinacoteca, che potrà così diventare quel che si merita per i capolavori che ha, un vero museo internazionale. Alle 16 si firma la variante del precedente accordo stipulato nel 2008, che aveva generato scontri e polemiche. LAccademia ora avrà nella nuova sede ben 20mila metri quadrati di spazi coperti, oltre ad ampi spazi verdi, circa 15mila, con la possibilità di diventare un vero e proprio campus allavanguardia. Questo ha ottenuto Mario Resca, commissario straordinario per la Grande Brera, che aveva giudicato inadeguati gli 8mila metri quadrati del precedente accordo tra ministeri. Allappuntamento con la firma nella sala Alessi di Palazzo Marino saranno presenti, oltre al sindaco Letizia Moratti e a Resca, i tre rappresentanti dei ministeri coinvolti: Sandro Bondi, Beni Culturali, Ignazio La Russa, Difesa, e Maria Stella Gelmini, Istruzione, Università e Ricerca. «Questo è un grandissimo progetto, un cospicuo ampliamento e noi lo abbiamo accettato - dice ora Gastone Mariani, direttore dellAccademia, che allinizio si oppose strenuamente al trasferimento per gli spazi troppo ridotti - . I metri quadrati sono in realtà 26mila, di cui 20mila subito e 6mila in un secondo tempo - precisa - . In più a Brera resta il corpo centrale dellAccademia con alcune aule, la chiesa di San Carpoforo e, in condivisione con la Pinacoteca, il Salone Napoleonico». Soddisfatto anche il presidente delle Belle Arti, Gabriele Mazzotta. «Sarà la più grande e la più bella accademia del mondo - assicura - . È unarea immensa e gli edifici sono sani. Con la firma si sancisce lacquisizione, poi si dovrà fare il progetto». «Non è stato facile ottenere spazi in più per lAccademia, ma se non avessi pensato che sarei riuscito ad arrivare a questo risultato non sarei neppure partito - dice Mario Resca - . Ora si passa alla seconda fase, le gare per la progettazione e il reperimento dei fondi». Servono 50 milioni di euro per la Pinacoteca, al progetto di massima sta lavorando larchitetto Mario Bellini, «e 30-40 milioni per ristrutturare via Mascheroni - spiega ancora Resca - Ma credo che per un progetto così grandioso e di ampio respiro le risorse si troveranno. È lespansione su due fronti del marchio Brera allinterno della città, importantissimo per il futuro di Milano meta del turismo culturale». Se la ex Mascheroni «possiamo già pensarla come un grande campus delle Belle Arti per i prossimi 200 anni, la Pinacoteca ristrutturata, competitiva a livello internazionale, può arrivare a un milione di visitatori lanno. Ma si dovrà sviluppare meglio anche la cultura dellaccoglienza in città, con bar e ristoranti aperti sette giorni su sette».