La figlia Elettra: troppi ricordi, non lo venderò mai IL PALAZZO patrizio dove visse il cardinal Lambertini, e che due secoli più tardi, col nome di Palazzo Marconi, fu dimora dellinventore della radio e della principessa Elettra, sua figlia, oggi è il rifugio di pusher e sbandati. Siringhe, carta stagnola e fiale nelle stanzette al piano superiore, due dita di guano sullo scalone del Cinquecento disegnato dal Terribilia, e poi bici rubate, montagne di lettere recapitate e mai aperte, i faldoni dello studio di un avvocato che non cè più, scritte contro la polizia. Tutto a due passi dalle Torri. Lincendio dellaltro pomeriggio nel sottotetto di palazzo Marconi-Orsi, allangolo fra via San Vitale 28 e via Benedetto XIV, di fianco alla sede della Provincia, ripropone una storia di degrado "storicizzato". I vicini accusano la principessa Elettra, che a loro dire non si prende cura di uno dei tesori architettonici più importanti di Bologna. Ma lei, che sei anni fa, in occasione della grande mostra dedicata al padre, chiese aiuto allamministrazione Guazzaloca per recuperare un bene che se ne va, rilancia, accusa le istituzioni «che non hanno mai mosso un dito», e si difende così. «Un incendio? Nessuno mi ha detto niente. Terribile. Il portone aperto su via San Vitale? Chiamerò subito mio figlio e lavvocato per farlo chiudere. Sì, lo so che lì dentro va gente a dormire, ma questo è il meno. Droga? Addirittura? Spaventoso. Ma non lo venderò mai. E la casa della mia famiglia. Il palazzo di mio padre. Intervengano le istituzioni». In attesa che i lucchetti chiudano gli augusti portoni della dimora, cè chi ne approfitta. La notte scorsa, e per fortuna i vicini stanno con gli occhi aperti in una via San Vitale deserta per i cantieri del Civis, la polizia sè arrampicata al piano nobile e ha sorpreso una coppia di senza casa addormentati su un materasso lercio. Lui di Salerno, 36 anni, lei polacca di 20, incuranti del grande allarme destato dallincendio di poche ore prima, hanno dato uno spintone alluscio di via San Vitale e se ne sono andati a dormire. Consuetudine consolidata per tanti, visti i segni di bivacco, anche recenti, nelle stanze dove un tempo cera anche la sede del circolo del bridge. Per loro, la denuncia, per invasione di edificio. Ma cè da scommetterci che stanotte stessa torce elettriche e candele torneranno a baluginare dietro i finestroni incorniciati dalle arenarie. «Ma io pago la sorveglianza da anni - sinfuria Elettra Marconi Giovanelli - i portoni dovrebbero essere chiusi, lì dentro non dovrebbe entrare nessuno. Io vivo a Roma, e da sola non ce la faccio a controllare tutto. Guazzaloca anni fa mi disse "faremo", ma non è stato fatto un bel niente». Lultimo intervento, durgenza e solo allesterno, curato dalla Soprintendenza, risale al gennaio 2008. Da allora, il nulla.
BOLOGNA - IMMOBILI Pusher, sbandati e degrado nel palazzo che fu di Marconi
Il Palazzo Marconi, a Bologna, è stato il rifugio di Elettra Marconi, figlia dellinventore della radio, e di suo marito. Oggi, il palazzo è stato il teatro di un incendio e di una presenza di persone senza casa che si sono addormentate all'interno. La proprietaria, Elettra, accusa le istituzioni di non aver fatto nulla per recuperare il palazzo, che è stato degradato. Ha chiesto aiuto all'amministrazione Guazzaloca per recuperare il palazzo, ma non è stato fatto nulla. Elettra ha anche denunciato la presenza di droga all'interno del palazzo. La polizia ha sorpreso una coppia di senza casa che si sono addormentati all'interno del palazzo.
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