Annuncio dellOsservatore romano. Lopera ritrovata dai gesuiti. Ma lattribuzione suscita dubbi Perplessità del responsabile dei Beni culturali vaticani: non credo sia del maestro Gli ultimi visitatori della notte bianca romana dedicata al Merisi scemano dalla galleria Borghese. Mentre dalle tre chiese che conservano i capolavori del maestro escono i visitatori ed entrano i fedeli per la messa mattutina. Sotto il braccio hanno lOsservatore romano, oggi in edicola con "Un nuovo Caravaggio scoperto nel quarto centenario della morte", recita il titolo della prima pagina. Si tratta di un cruentissimo Martirio di san Lorenzo con il giovane cristiano che affronta nel panico la morte sulla graticola. Un dipinto che ora, finito il restauro, viene proposto come mano del maestro lombardo. Non senza perplessità. La critica caravaggesca fa infatti suonare lallarme: «Attenzione alle attribuzioni affrettate e sensazionali». Il 18 luglio 1610 il pittore si spegneva malato di malaria a Porto Ercole. Ai suoi anni romani (1592-1606) apparterrebbe invece la tela con il martire e tre aguzzini (il quadro pubblicato sullOsservatore è incompleto). «Di certo è un dipinto stilisticamente impeccabile, però non si vuole ora cadere nel facile tranello di un "Caravaggio a tutti i costi"» scrive Lydia Salviucci Insolera. Storica dellarte «cristiana a gesuitica», come dice, la studiosa è convinta della bellezza del dipinto restaurato. E, mentre rimane con i piedi per terra ipotizzando un «caravaggesco molto bravo della primissima ora», intanto sottolinea «il terrore negli occhi del santo tutto caravaggesco». Ma anche la presenza nella chiesa del Gesù di un affresco del 1603 di Agostino Campelli che, raffigurando il medesimo tema, «riecheggia» la tela conservata nel convento: e la cappella dellaffresco era dei Crescenzi, legati ai Contarelli per i quali il Merisi nel 1599 dipinse le storie di Matteo in San Luigi dei Francesi. «I documenti ancora non li ho trovati, ma gli studi sono appena cominciati» dice la Salviucci Insolera. E poi Caravaggio ebbe più volte "occasione di andare al Giesù", come disse lui stesso al processo intentatogli nel 1603 dal Baglione. Basta per ipotizzare un rapporto con i gesuiti? Non sono di questa idea gli studiosi che il Martirio lhanno visto, dal vero o in foto. «Mi sembra un quadro bello e interessante, ma lattribuzione a Caravaggio è da approfondire» dice diplomaticamente la soprintendente al Polo museale romano Rossella Vodret. «Mi riservo di guardarlo da vicino ma le foto sono lontane mille miglia dalla mano del maestro» taglia corto Stefania Macioce, autrice questanno della raccolta di Fonti e documenti sul Merisi. Categorica anche Francesca Cappelletti (Caravaggio, un ritratto somigliante, 2009): «Ho visto la tela qualche anno fa ed era in pessimo stato di conservazione: pensai subito a un precoce seguace napoletano». Infine Francesco Buranelli, già direttore dei Musei vaticani e ora segretario della Pontificia commissione dei Beni culturali della Chiesa: «È un bel quadro ma deve essere ancora studiato. Va messo a disposizione degli storici e degli analisti di laboratorio. Poi bisogna trovare i documenti che confermino il giudizio stilistico. Detto questo, il quadro io lho visto un paio di anni fa e posso dire che è unopera di qualità. Caravaggesco? Sì, si può dire. Caravaggio? No, non sono daccordo».
ROMA - "Quel San Lorenzo è di Caravaggio"
Un quadro ritraendo il martirio di san Lorenzo con tre aguzzini è stato ritrovato dai gesuiti e proposto come opera del pittore lombardo Merisi. Tuttavia, la critica caravaggesca solleva dubbi sull'attribuzione. Il quadro è stato restaurato e ora viene proposto come opera del maestro, ma alcuni studiosi ritengono che sia stato dipinto da un artista napoletano. La studiosa Lydia Salviucci Insolera sostiene che il dipinto è stilisticamente impeccabile e che il terrore negli occhi del santo è tipico del Caravaggio, ma altri studiosi ritengono che sia stato dipinto da un artista più bravo della prima ora del Caravaggio.
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