Le transenne sono sempre lì. Al centro due cartelli segnalano il divieto di ingresso, con tanto di scritta a mano "Attenzione frana in atto". Oltre, sulla sinistra, attaccati alla parete del baluardo, l'insegna gialla accartocciata e rugginosa "Via della Fortezza sec. XVI" e, più a destra, la targa con la spiegazione storica delle mura. Siamo davanti ai bastioni leonardeschi, e lo scenario che si presenta ai cittadini, come ai turisti, è quanto mai avvilente, eredità della frana avvenuta nel dicembre 2008. Il passaggio sarebbe chiuso, ma non si fatica a passare. Ed è evidente che non siamo i soli ad infrangere il divieto. Al di là della vegetazione che ha preso il sopravvento sulla struttura muraria, non sono pochi gli indizi di una presenza umana: cartacce, deiezioni canine lasciate ovunque, persino siringhe con aghi incappucciati. Più avanti, dopo aver superato gli spiacevoli ostacoli, troviamo le pietre franate, e guardando giù al mare, la scalinata malferma che un tempo portava alla spiaggetta di sotto. Sarà inaugurata domani, al Castello, la mostra su Leonardo Da Vinci, promossa dalla Parchi Val di Cornia e dall'assessorato alla cultura del Comune di Piombino, e curata da Alessandro Vezzosi, direttore del Museo ideale Leonardo Da Vinci. Oggetti, documenti, studi, ricostruzioni tridimensionali e quant'altro saranno allestiti nei locali del Castello, per un evento che celebra il genio fiorentino e il suo contributo alla nostra città, attestato dai disegni del Codice di Madrid. L'appuntamento tra l'altro non è l'unica operazione sostenuta dal Comune a memoria dell'ingegno dell'artista di Vinci. È del 1999 il bel volume "Leonardo a Piombino e l'idea della città moderna tra Quattro e Cinquecento", pubblicato da Olschki Editore. Il libro non manca mai di essere regalato in occasioni istituzionali di prestigio, e c'è da dire che fa la sua bella figura, sia per l'elegante confezione che per il notevole contenuto. Appare quanto mai incoerente, quindi, l'impegno profuso in circostanze simili di fronte all'incuria che penalizza le effettive tracce leonardesche presenti in città, in primis i maestosi bastioni di fianco al Museo archeologico di Cittadella. Scendendo poi in via Leonardo da Vinci, lo spettacolo non cambia di molto. Se l'erba in terra è stata tagliata un paio di giorni fa, dopo che aveva assunto dimensioni tropicali, i cespugli abbarbicati alle mura signoreggiano ancora, mentre il parco pubblico cui si accede tramite le scalette, nonostante le molteplici e poco aristocratiche scritte all'ingresso, assolve piuttosto bene al proprio compito. Per quanto riguarda poi la frana di Cittadella, i lavori competono alla fondazione religiosa Kepha. Il presidente, don Patrizio Benvenuti, fa sapere che le operazioni, dopo due anni, sono finalmente imminenti, ritardate esclusivamente da problemi tecnici inerenti al via libera della Soprintendenza, anche a seguito dei necessari interventi di preparazione. In ogni caso, si parla, come termine dei lavori, della fine dell'anno. Vedremo. Intanto l'occhio cade nuovamente sulla targa che campeggia sul bastione più vicino alle transenne: «Queste fortificazioni fanno di Piombino un unicum perché è l'unico luogo dove esistono ancora delle strutture murarie difensive ideate, progettate e realizzate dal grande Leonardo». E che, magari, meriterebbero più cura e rispetto.