Sull'acropoli di Populonia, ai piedi de "Le Logge", l'edificio da cui proviene il "mosaico dei pesci", custodito al museo archeologico di Cittadella, durante gli scavi dell'estate scorsa è stata rinvenuta la bottega di un fabbro. «Non un fabbro fonditore, come si potrebbe immaginare - spiega la professoressa Maria Letizia Gualandi, dell'Università di Pisa - ma un artigiano che produceva ruspe, tenaglie ed altri attrezzi destinati alla vita quotidiana dell'epoca romana di Populonia». Poco più avanti l'anno scorso sono venuti alla luce i resti di un grande edificio più antico. «Si ipotizza l'esistenza di un tempio antico, probabilmente del II secolo a.C. - spiega Gualandi - di sicuro, vista la monumentalità dei muri perimetrali rivenuti, si tratta di un edificio pubblico». Di sicuro, sull'acropoli di Populonia, in epoca romana, era nata una sorta di "valle dei templi", dove a più riprese si svolgeva la vita pubblica del luogo. Tutto fa pensare a questa ipotesi, soprattutto la presenza di vie di comunicazione che mantengono una pendenza pressoché costante tra un'area e l'altra. Alla vigilia della prossima campagna di scavo, attesa per settembre, il parco di Baratti e Populonia si arricchisce di cose da vedere. Grazie ai fondi dell'università «che tra l'altro non sono molti - sottolinea la professoressa Gualandi - torneremo presto ad indagare l'area dell'acropoli», che si conferma come una fonte inesauribile di sorprese per gli archeologi. Accanto all'Università di Pisa ci sarà anche quella di Roma Tre, dove lavora il professor Daniele Manacorda, uno dei padri del parco di Baratti. Anche i nuovi scavi avranno tre obiettivi fondamentali: la ricerca scientifica, la didattica universitaria e la valorizzazione del parco. Accanto ai professori lavoreranno decine di giovani aspiranti archeologi, appartenenti ai diversi livelli di formazione universitaria. Tutto sotto la direzione della Soprintendenza archeologica per la Toscana e in collaborazione della società Parchi ed il Comune di Piombino, che l'anno scorso ha messo a disposizione una ruspa, che è stata di grande aiuto per le ricerche. «Le nuove indagini - continua la professoressa Gualandi - prevedono la conclusione degli scavi nell'area dei templi». Dal 2003 ad oggi le sorprese non sono mancate. Sull'acropoli sono emersi i resti della città sacra, con i numerosi templi che il geografo greco Strabone vide dal mare. Molto di più si sa sul complesso monumentale delle "logge" per molto tempo identificato come una villa romana, ed ora riconosciuto come il tempio più imponente dell'acropoli dedicato a Afrodite marina. «Una volta conclusi gli scavi nell'area degli scavi - dice la professoressa Gualandi - passeremo ad indagare soprattutto l'area dalla domus alla base delle Logge, per capire che cosa c'era dietro la bottega del fabbro, vicino alla quale abbiamo trovato una strada. Potrebbe trattarsi di un edificio pubblico, forse una piazza».