Chiede un'inversione di rotta, un confronto più serio, Piero Angelini, presidente di Governare Lucca, l'ex lista civica di maggioranza, preoccupato del «marasma politico nel quale è sprofondata la città». E attacca il Pd che vuole discutere subito la variante urbanistica, invece di farla slittare a dopo le vacanze, ma anche il Pdl di Dinelli che non reclama un posto in giunta, nonostante i 7 consiglieri. Partendo dall'urbanistica, Angelini ribadisce che la proposta della giunta «è mal congegnata. Fondata, com'è, su dati errati, serve solo a soddisfare precisi interessi privati, tanto più che perderà, per cedimento di Favilla alla parte peggiore della sua maggioranza, anche quelle poche disposizioni innovative sul patrimonio edilizio esistente, che invece noi abbiamo sempre detto di apprezzare: rinviare a settembre l'atto - dice Angelini al capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini - non è una sciagura. Comunque, su tutto quello che riguarda i rapporti dell'opposizione con il sindaco, in grave crisi politica, sarebbe necessario un maggiore coordinamento per progettare insieme il dopo-Favilla». Al centrodestra, Angelini fa notare che «i movimenti interni al Pdl sono espressione di un partito in difficoltà. Un partito serio, che avesse voluto consolidare la sua rappresentanza politica nella città, avrebbe dovuto far chiarezza al suo interno e nei rapporti con il sindaco e poi, eventualmente, avrebbe potuto allargarsi alle liste civiche: è miope recuperare nel Pdl l'ex sindaco Pietro Fazzi, il consigliere Alessandro Venturi, il cui gruppo Per Lucca ha già annunciato di volersi presentare alle prossime amministrative con una propria lista civica, e i consiglieri fluttuanti Ramacciotti e Buchignani. Questa manovra orchestrata da sindaco serve solo a galleggiare, non certo a governare». Bacchettata anche per il consigliere "dissidente del Pdl", Maurizio Dinelli: «Perché - domanda Angelini - il suo gruppo dovrebbe rinunciare a una rappresentanza in giunta e aspettare i comodi del sindaco? Fare buona politica vuol dire, anche, esigere un potere legittimo: sbagliato non è rivendicarlo, ma gestirlo male, contro gli interessi dei cittadini, come è avvenuto, spesso, in questi ultimi anni. Perché, poi, le nomine di Bruni, Pierini e Chiari in giunta e perfino quella di Panconi alla Metro (ricordiamo solo gli ex di Governare Lucca) costituirebbero incarichi pieni di dignità mentre le rappresentanze chieste dal gruppo Dinelli diverrebbero"poltrone"?». Per Angelini, insomma, o il gruppo di Dinelli intima a Favilla di «inserirli, da subito, in giunta o si deve comportare di conseguenza» facendogli mancare la maggioranza. Per porre fine a una serie di mancanze: l'Ospedale svenduto alla Regione, l'urbanistica «strutturata per gli interessi di gruppi di potere; il Piuss messo in mano alla cricca del Provveditorato alle Opere pubbliche, il S. Francesco venduto alla fondazione Crl a un terzo del suo valore, la gestione delle società partecipate».