(Sindaco di Piombino) Leggo non senza amarezza le considerazioni che l'architetto Vezio De Lucia avrebbe prodotto nella sua ultima pubblicazione circa le politiche urbanistiche di questo territorio. Avendo collaborato personalmente con l'architetto alla redazione del piano strutturale di Campiglia, Piombino e Suvereto, prendo atto dell'opinione dell'eminente urbanista, che su incarico dei Comuni ha assolto egregiamente il proprio compito di consulente ricevendo per esso emolumenti pari a euro 171.360. Tuttavia mi preme precisare in proposito che nel piano strutturale proposto e approvato dai Comuni, nonché nell'accordo di pianificazione successivamente concluso per l'ambito portuale e con particolare riferimento alle scelte sulla nautica, non c'è nulla che sia stato, nelle sedi tecniche e pubbliche, promosso e sostenuto da De Lucia: il fatto che egli oggi preferisca disconoscendo non depone a favore della sua correttezza né tantomeno della ricostruzione della verità, che non può essere oggetto di opinioni. Le scelte urbanistiche incardinate nel piano strutturale, delle quali io continuo ad esser fiero, possono essere opinabili, ma o ne siamo tutti colpevoli, De Lucia compreso, o tutti innocenti: non esistono vie di fuga intermedie. Quanto alle supposte "modernità raccogliticce", "crescita qualunque", eccetera, sono ormai opinioni e formule fuori tempo massimo, e un pessimo, goffo tentativo di rientrare in scena da una porta secondaria: quella della facile demagogia che affonda sulle paure e talvolta sull'ignoranza di chi è pronto ad indignarsi per qualsiasi cosa pendendo dalle labbra del personaggio di turno. Esercizio, questo, verso il quale da tempo una parte della cultura e della disciplina urbanistica sta derivando in modo preoccupante e pericoloso. Questo è il più grosso cedimento politico e culturale che vedo.