La principessa Elettra: ma il ministero ha sbloccato i fondi Fuori una facciata pulita, dentro l'abbandono. Palazzo Orsi, eredità di Guglielmo Marconi, è stato condannato a questo stato di degrado da una gestione non lungimirante e intoppi burocratici. Oggi è meta di sbandati. «Non capisco come, visto che pago una vigilanza privata», dice la proprietaria Elettra Marconi. Intoppi burocratici, una querelle col Ministero sui fondi e una gestione poco lungimirante. Sono questi i passaggi che col tempo hanno trasformato Palazzo Orsi, poi Marconi, in un rifugio degradato di sbandati e disperati. L'incendio dell'altro giorno ha riportato l'attenzione sulla sorte dell'edificio cinquecentesco rimasto per troppo tempo in un limbo. Via San Vitale 28 L'esterno (sopra) e l'interno (a sinistra) di palazzo Orsi di proprietà della contessa Elettra Marconi andato a fuoco due giorni fa e, fino a quel momento, rifugio di alcuni sbandati «Quando morì, Marconi divise l'eredità: la figlia Elettra ottenne i beni immobili mentre i figli inglesi le attività relative alle telecomunicazioni. La Marchesa Maria Cristina Bezzi Scali gestì il possesso della proprietà da Roma attraverso un amministratore», racconta l'architetto Giampiero Cuppini, tecnico della famiglia, aggiungendo un giudizio duro: «Col senno di poi l'amministratore si può definire quantomeno poco fidato o poco capace, visto lo stato attuale». Uno scenario destinato a cambiare, finalmente: «Dopo aver studiato per due anni, insieme ai miei allievi del Centro di Ricerca per il Restauro il disagio delle strutture, abbiamo formulato un progetto per trasformarlo in una serie di appartamenti di buon livello». L'intoppo poi è arrivato dal ministero dei Beni Culturali: «I contributi in conto interessi sono stati confermati solo un mese fa dopo una lunga incertezza, ma adesso si parte: entro l'estate apriamo il cantiere», assicura. Fuori una facciata pulita e ben tenuta, dentro lo scempio dell'abbandono. Faldoni giudiziari degli anni 90 accatastati a terra, una cavallina per esercitarsi nel salto, bottiglie di birra e guano di piccione ovunque. Negli ultimi 15 anni, rifiuti, biciclette e gomme mescolate ai calcinacci, hanno sommerso l'edificio di oltre 7.000 metri quadri. L'incendio scoppiato nel sottotetto è stato solo l'ennesimo episodio di degrado: venerdì sera un residente ha chiamato il 113 perché aveva sentito delle voci. Dentro, comodamente adagiati su un materasso, c'erano due ragazzi. Tra il 2008 e il 2009 sono stati terminati i lavori di restauro del portico e della facciata (in seguito alla diffida comunale rivolta alla principessa) ma dentro lo stato di abbandono è visibile: «Non capisco come mai il palazzo sia diventato meta di sbandati visto che pago una vigilanza privata per impedire intrusioni spiega esterrefatta la principessa Elettra Marconi . La storia di quel palazzo è costellata di intoppi e mi piange il cuore a vederlo ridotto così: il mio avvocato mi ha assicurato che il Ministero ha finalmente sbloccato i fondi e credo che sia la volta buona». L'erede dell'inventore della radio vorrebbe trasformalo in luogo della memoria: «Penso a un grande museo con un centro ricerche per studiare il lavoro di mio padre ma ora l'importante è partire ammette . Adesso spero che la situazione si sia sbloccata perché è triste vedere il palazzo così degradato. Io sono la prima a volere una nuova vita per quella che fu la casa della mia infanzia e la dimora della nostra famiglia».