"La mostra alle Scuderie del Quirinale, un vero trionfo, è finita troppo presto: si doveva fare qualcosa per celebrare i 400 anni esatti dalla sua morte; l'idea della Notte di Caravaggio nasce da qui: e forse, gli avrebbe fatto piacere vedere riuniti i quadri rimasti - a Roma, aperte le chiese in cui vi sono altri suoi capolavori», spiega Rossella Vodret, soprintendente ai musei romani, di cui oggi esce un libro (ed. Silvana) dedicato appunto a Caravaggio a Roma. Perchè la sua arte è sbocciata e s'è imposta proprio nell'Urbe, «e grazie a lui, per la prima volta, la città è diventata la Capitale d'Europa: ha attirato gli artisti da ogni dove, i tedeschi, gli olandesi, Ribera, i quali hanno poi diffuso nei rispettivi Paesi il nuovo modo di dipingere; e da qui, discendono in tanti: La Tour, Rembrandt, Vermeer e altri». Rossella Vodret avrebbe voluto fare di più, ma non è stato possibile: «Lo spettacolo di Dario Fo costava troppo per le nostre misere tasche; Gigi Proietti non era disponibile; la retrospettiva dei film sull'artista la organizzeremo in seguito. Vorrei pensare ad eventi per far vivere Palazzo Venezia, e portare nei musei chi di solito non v'entra». Attorno a Caravaggio resistono infiniti enigmi; se lei potesse, per esempio, quale vorrebbe risolvere? «Tutta la prima parte della sua vita è un buco nero; lascia la bottega di Simone Peterzano, poi per cinque anni non se ne sa più nulla: che fa a Milano? va a Venezia? Ignoriamo anche quando è giunto a Roma; e fino al 1600 è assai misera la cronologia della vita e delle opere. Poi, perché odiava tanto Ranuccio Tomassoni? Spero molto dalla mostra che il direttore dell'Archivio di Stato Eugenio Lo Sardo aprirà a fine anno: potrebbe obbligare a riscrivere tanti libri». Però, anche la sua fine resta un bel mistero, vero? «Non si capisce come sia andato da Palo a Porto Ercole: 140 chilometri; e va approfondita anche l'aggressione subita a Napoli, che lo fa già dare per morto. Alla sua Notte a Roma mancherà un solo quadro: il San Giovannino della Borghese; ho ritenuto che fosse giusto esporlo, da solo, là dove era sicuramente 400 anni esatti or sono: sarà a Porto Ercole». Se lei potesse rivedere oggi un suo dipinto perduto, quale sceglierebbe? «Più di quelli distrutti a Berlino, la Natività rubata nel 1969 dalla mafia a Palermo: oltre a tutto, Caravaggio torna a dei suoi modi romani , lasciando le caratteristiche del suo ultimo periodo; sarebbe interessante capire perché». E se invece potesse scoprirne uno mai più ritrovato? «Oh, certamente uno di quelli eseguiti per i due fratelli Giustiniani; mi piacerebbe poter studiare il San Sebastiano che è attestato da numerose fonti, ma non sappiamo dove sia finito. Chissà se un giorno lo ritroveremo». Sono 400 anni esatti dalla sua morte; Caravaggio era poco uomo di chiesa: una preghiera o che altro per ricordarlo? «Le orazioni non gli si addicevano. Di suoi scritti non ne abbiamo molti. Ci restano delle poesie, assai licenziose ed offensive, che dedicò al rivale Baglione, chiamandolo Gian Coglione. Non tutti i versi si possono pubblicare; ma uno a un certo punto dice: Io non son uso lavarmi la bocca né meno d'innalzar quel che non merta . Nella sua Notte, avrei voluto che Proietti leggesse gli atti del processo contro Caravaggio, in cui viene interrogato e quindi ne conosciamo le parole. Ma poi, avrei ancora un altro desiderio». Che in questa notte, tanta gente che di solito non entra nei musei, e penso soprattutto ai giovani, ci vada e lo riscopra; gli dedichi magari un pensiero. E' un modo per farlo conoscere, e rendergli omaggio: è stato davvero un rivoluzionario nell'arte, e la piccola parte della vita più importante l'ha trascorsa tutta in questa città. Sarà possibile vederne alcune opere nelle migliori condizioni: a Sant'Agostino, con una nuova illuminazione, accompagnata da opportune indicazioni; e le altre, raggruppate nelle sale del Museo Borghese, permetteranno interessanti confronti. Quattro secoli dopo, almeno un'intera Notte tutta per lui: è il minimo che si possa pensare per un artista come lui».
Notte di Caravaggio. Vodret: ecco un'occasione da non perdere per chi non entra mai in un museo
La mostra alle Scuderie del Quirinale su Caravaggio è finita troppo presto. La Notte di Caravaggio nasce da questo evento. Rossella Vodret, soprintendente ai musei romani, parla della mostra e della vita di Caravaggio. La sua arte è sbocciata a Roma, e grazie a lui, la città è diventata la Capitale d'Europa. La mostra include opere di Caravaggio, ma alcuni oggetti mancano, come il San Giovannino della Borghese. Vodret vorrebbe vedere un suo dipinto perduto, come la Natività rubata a Palermo. La sua vita è ancora un mistero, e la sua morte è avvolta in incertezza.
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