Nessuno immaginava che quasi 400 reperti archeologici, datati fra l'VIII secolo a.C. e il IV d.C., e rubati fra Lazio, Sardegna e Puglia fra gli anni 70-90, fossero nascosti a Ginevra da un mercante giapponese di 55 anni. Un tesoro stimato15 milioni di euro e composto da 337 pezzi fra statue in marmo, crateri a volute (alcuni dei quali con Andromeda, figura mitologica che ha ispirato il nome dell'indagine), bronzi sardi, affreschi pompeiani, candelabri etruschi, due guerrieri nuragici in bronzo (da 10 mila euro a centimetro), una navicella e due Veneri in marmo. A riportare i reperti a Roma, e a mostrarli ieri al Colosseo, sono stati i carabinieri del Reparto operativo per la Tutela del patrimonio culturale. Le indagini sono scattate nel 2008 e hanno portato alla scoperta di otto depositi riconducibili al giapponese, denunciato per ricettazione, dove sono stati trovati oltre 20 mila pezzi antichi. Quelli italiani erano stati rubati soprattutto dagli scavi di Cerveteri e Vulci, ed erano pronti per essere spediti in Giappone. L'operazione ha preso spunto dal caso Medici e da quello di Robin Symes, 30 anni fa punto di riferimento per molti ricettatori. Sottoposto a indagini patrimoniali sia in Italia sia in Inghilterra, secondo i carabinieri Symes aveva trasferito i suoi beni in Svizzera affidandoli all'amministratore di una società di Basilea Nel caveau di una villa è stato sequestrato un carteggio su centinaia di opere che ha poi portato ai magazzini del giapponese, che ha firmato un atto di rinuncia dei reperti.
Recuperato da carabinieri. Un tesoro di reperti nel caveau in Svizzera
Un mercante giapponese di 55 anni ha nascosto in Svizzera un tesoro archeologico di quasi 400 reperti, rubati in Italia tra gli anni 70 e 90, per un valore stimato di 15 milioni di euro. I reperti, datati tra l'VIII secolo a.C. e il IV d.C., erano stati rubati dagli scavi di Cerveteri e Vulci e erano pronti per essere spediti in Giappone. I carabinieri hanno scoperto l'operazione nel 2008 e hanno trovato otto depositi riconducibili al mercante, dove sono stati sequestrati oltre 20 mila pezzi antichi. I reperti sono stati restituiti a Roma e mostrati al Colosseo.
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