«Il recente connubio Siracusa-cemento mi sembra alquanto illogico». Il commento è di Vittorio Sgarbi, critico d'arte e sindaco di Salemi, attento osservatore delle politiche culturali nazionali che interviene così sulle polemiche che imperversano in questi giorni sulla città patrimonio dell'Umanità. I riflettori della cronaca nazionale che si sono accesi sul capoluogo aretuseo hanno svelato impietosamente il volto di una città che è gioiello Unesco sfregiata dalla cementificazione. Un processo che, dopo i disastri degli anni Sessanta, non accenna a placarsi. «Non ho visto con i miei occhi quanto sta accadendo a Siracusa - afferma Sgarbi - e verrò presto per rendermi conto della realtà delle cose. Tuttavia, in linea generale mi sembra che il Comune della città non abbia una vera consapevolezza di quello che bisogna fare per tutelare e valorizzare Siracusa. C'è sempre qualche notizia stravagante che connota le cronache cittadine, come se parlassimo di città come Francoforte oppure Colonia». Manca, dunque, a detta del critico d'arte, una percezione adeguata della valenza culturale della città di Aretusa. Di ciò che essa rappresenta. Di ciò che occorre fare per rispettare Siracusa e il suo immenso patrimonio di bellezze storiche, architettoniche, artistiche, archeologiche e paesaggistiche. «L'amministrazione di Siracusa non sembra avere la corretta percezione della città - prosegue Vittorio Sgarbi -. Non intendo fare alcuna polemica perchè non ho visto quanto sta accadendo, ma le notizie di questi giorni che parlano di cemento e bitume mi lasciano perplesso. Ritengo che da Siracusa debbano arrivare segnali diversi. Invece si sente sempre parlare di cose strane: sculture americane a piazza Duomo (il gigante del G8, ndr), il trasferimento del capolavoro di Caravaggio dalla sua sede e l'asfalto al Foro italico. C'è una strana gestione della bellezza senza limite che possiede Siracusa. Si sente parlare di questa città meravigliosa solo per qualche sciocchezza, non è certo di asfalto che vorremmo sentire parlare quando si fa cenno a questa città». Sgarbi, dunque, fa cenno alle notizie apparse sulla stampa nazionale dopo la denuncia di Italia Nostra sulla questione del porto Grande e del mancato rispetto dei luoghi, e l'appello di Enzo Maiorca per salvare il paesaggio. «Da Siracusa - conclude il critico d'arte - vorrei sentire emergere altre formule beneauguranti. Legare il nome di questa città al cemento credo sia un controsenso logico, occorre piuttosto assecondare l'identità dei luoghi e lavorare perchè rimangano quello per cui sono ammirati. Da sempre». 16072010