Non c'è pace per Caravaggio, trasformato in vera macchina da culto, celebrazioni, adorazioni e, va da sé, soldi e prestigio. Sulla scia del clamoroso successo della mostra delle Scuderie del Quirinale che ha totalizzato 580mila visitatori, Roma il 17 e 18 luglio imbastisce una Notte bianca dalla sera all'alba con visite aperte e senza prenotazione nei musei e nelle chiese con dipinti del pittore. E Porto Ercole (Grosseto) ha avuto in prestito dalla capitale il San Giovanni Battista (nella foto un dettaglio) perché qui l'artista solo, disperato e malato sbarcò da una feluca ed esalò l'ultimo respiro il 18 luglio 1610 ad appena 39 anni. Oltre al dipinto il paesino di Monte Argentario squaderna anche una teca con i presunti resti, a conferma che siamo in un clima da reliquie o poco ci manca. Tutto ruota intorno al 18 luglio. Che però, secondo un giornalista e un antropologo, sarebbe una data fasulla. E' morto prima? Silvano Vinceti, giornalista appunto, e Giorgio Gruppioni, antropologo, i due "autori" del ritrovamento mesi fa delle supposte ossa del Merisi insieme con l'ex comandante dei Ris Luciano Garofano, in un libro edito da Rizzoli contestano il giorno: «La data del 18 luglio non ha nessuna base storica - dice Vinceti -. La morte è sicuramente avvenuta a luglio e personalmente credo qualche giorno prima». Per i due autori sarebbe falso il documento, ritrovato nel 2001, dove si riporta che l'artista sarebbe morto nell'ospedale di Santa Maria Ausiliatrice nel piccolo porto toscano, nel suo peregrinare in fuga dalla Sicilia e con la speranza di rientrare a Roma "perdonato" e graziato. Quel testo fu rinvenuto da Giovanna Anastasia e Giuseppe La Fauci e confermò che Michelangelo da Merisi morì per malattia. A Porto S. Ercole il cambio di data interessa poco. Nella chiesa di S. Erasmo espongono il San Giovanni Battista, prestato dalla Galleria Borghese (purché non fosse accompagnato da opere di un artista contemporaneo a noi come era nei programmi locali); a Forte Stella i presunti resti in una teca. "La notte di Caravaggio" a Roma. E mentre Firenze ha in corso una mostra divisa fra Palazzo Pitti, gli Uffizi e Villa Bardini, sull'artista e i tanti caravaggeschi e affini, Roma, ancor più indifferente al possibile giorno della morte spostato, celebra letteralmente il pittore con "La notte di Caravaggio", dalle 19 di sabato 17 alle 9 di domenica 18 luglio: ideata da Rossella Vodret e promosso dalla soprintendenza del Polo Museale, la nottata illuminerà quindici dipinti: dalla Galleria Borghese alla Galleria Corsini, la basilica di Sant'Agostino con la Madonna dei pellegrini, la chiesa di San Luigi dei Francesi con Il martirio di San Matteo, San Matteo e l'angelo e La vocazione di San Matteo), la basilica di Santa Maria del Popolo (l'unica aperta solo fino all'una) con la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo. L'accesso ai luoghi sarà gratuito fino ad esaurimento posti e senza prenotazione. 16 luglio 2010