Ma l'Udc alza la voce e chiede un tavolo tecnico. Anche la Cna vuole essere coinvolta Il dibattito è sempre assai acceso con tutti gli enti locali che non si ritrovano nella proposta della Soprintendenza e questa che difende le proprie scelte, cercando di spiegare, chiarire e smussare gli angoli più critici. Il piano paesistico è finito nel tritacarne delle critiche e tutti vogliono avere la possibilità di esprimere il proprio pensiero. E' proprio la soprintendente Vera Greco a difendere il progetto del Piano paesistico provinciale, quello strumento previsto dalla legge, ma che ha provocato più di un mal di pancia in tutto il territorio ibleo. Siccome i timori più grossi sono per l'agricoltura, che ha un'incidenza notevole sull'economia iblea, la soprintendente cerca di rassicurare su questo versante: «Solo le aree agricole di pregio della provincia iblea, che comprendono strade rurali, muretti a secco, carrubi e antiche masserie, rientrano nel Piano paesistico della provincia». Quindi, scendendo nel dettaglio, Vera Greco ricorda che «il Piano prevede, così come indicato dalla Costituzione, la tutela dei beni culturali con un regime normativo che li valorizzi, rendendoli il principale presupposto per uno sviluppo sostenibile e non interferisce in alcun modo, come invece si vuol far credere, con le realtà produttive locali: non tocca le aree artigianali, né quelle industriali, quelle produttive, le zone B e C di piano regolatore e tutte quelle aree a vario titolo interessate da fenomeni intensi di urbanizzazione e trasformazione del territorio». Il discorso della soprintendente punta proprio al cuore delle contestazioni, ossia alla scelta di salvaguardare l'agricoltura e non penalizzarla, come da più parti si teme. «C'è precisa la Greco la netta presa di coscienza che solo dando una mano ai nostri agricoltori e allevatori possiamo salvaguardare veramente il nostro prezioso paesaggio e trasformarlo, com'è stato fatto in Trentino con le mele e l'ospitalità rurale nei masi e nelle malghe, in una grande risorsa economica fonte di occupazione stabile». Quindi, i vincoli maggiori ricadrebbero proprio nelle aree ritenute di maggior pregio. Quelle previste dal piano paesistico sono delimitate dal tavolato ibleo e sono comprese fra i territori di Ragusa, Modica, Santa Croce e i comuni montani di Monterosso Almo, Chiaramonte e Giarratana. La puntualizzazione, però, non sembra mutare di una virgola il dibattito. Anche l'Udc si schiera con il fronte dei contrari. Il segretario provinciale Pinuccio Lavima ritiene, infatti, che «i contenuti del piano paesistico, così come prospettato, potrebbero avere forti impatti negativi, identificabili in una rovinosa compromissione delle tante attività imprenditoriali ed economiche che si sviluppano sul territorio ed il blocco inevitabile di qualsiasi ulteriore possibilità di sviluppo futuro». A preoccupare l'Udc anche il fatto che «il Piano paesistico è uno strumento sovraordinato e, quindi, avrebbe incidenza sui piani regolatori dei comuni, sui piani delle opere pubbliche, oltre che su piani e strumenti di sviluppo e sulla possibilità di accesso ai fondi comunitari». Inoltre, si paventa il rischio che il piano «andrebbe ad incidere sulla realizzazione di importanti opere pubbliche, che sarebbero assoggettate agli inevitabili vincoli contenuti nel piano». L'Udc, che ha discusso della questione nella riunione dell'ufficio politico, ha dato mandato ai propri rappresentanti istituzionali di attivarsi, facendosi promotori «dell'urgente costituzione del tavolo di confronto, che coinvolga tutti i soggetti politici, istituzionali, imprenditoriali, economici, sindacali e sociali per le azioni finalizzate ad apportare tutti quei contributi di correzione confacenti con le esigenze territoriali e di sviluppo della provincia». Nello stesso tempo, l'Udc chiede anche una proroga dei termini di presentazione del piano paesistico all'Osservatorio regionale del paesaggio, che avrà il compito di adottare il nuovo strumento. In attesa che arrivino le risposte richieste e che si concretizzi il tavolo provinciale, l'ufficio politico dell'Udc ha deciso di istituire «un tavolo tecnico interno, attraverso il diretto coinvolgimento degli ordini professionali e di categoria per supportare l'azione politica dei rappresentanti del partito nelle istituzioni». In pratica, stiamo andando a passo spedito verso un bis di quanto si sta verificando con il Parco degli Iblei. Solo che, in questo caso, l'attenzione è ancora più elevata, perché il piano paesistico incide in modo decisivo anche sui piani regolatori già adottati, che dovrebbero essere modificati per adattarsi alle previsioni del piano. Anche la Cna ribadisce la richiesta di essere coinvolta nella concertazione. «Non diciamo ha spiegato il segretario provinciale Giovanni Brancati né che siamo favorevoli, né che siamo contrari. Vogliamo solo conoscere il piano paesistico prima di fare le nostre valutazioni. E finora questo non c'è stato consentito».
SICILIA - Protette solo le aree di pregio
La Soprintendenza della Provincia di Siracusa ha presentato il Piano paesistico provinciale, che prevede la tutela dei beni culturali e la valorizzazione del paesaggio ibleo. Tuttavia, l'Udc e la Cna hanno espresso forti critiche e richieste di coinvolgimento nella concertazione. La Soprintendente Vera Greco ha difeso il progetto, affermando che non tocca le aree artigianali, industriali, produttive e zone B e C di piano regolatore, ma solo le aree agricole di pregio. L'Udc ha chiesto una proroga dei termini di presentazione del piano e l'istituzione di un tavolo tecnico interno per supportare l'azione politica.
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