Il presidente della fondazione Vaccaneo: "Salteranno anche i progetti nelle scuole e la digitalizzazione delle carte" Poco prima di morire, Cesare Pavese scrisse nel diario: «Ho lavorato, ho dato poesia agli uomini». Laverlo fatto, però, non lo ha salvato dai tagli indiscriminati messi in opera dal ministero dei Beni Culturali. Tra i comitati celebrativi non più sostenuti da Sandro Bondi, che si vanta dessere poeta a sua volta (note, ahinoi, le sue strofette in elegia di Berlusconi, della Brambilla, di Cicchitto e di Giuliano Ferrara...), cè quello nazionale per il centenario della nascita dello scrittore di Santo Stefano Belbo. Costituito nel 2008, di durata triennale, aveva ottenuto i fondi, deliberati e peraltro piuttosto scarsi, per il 2009 e per il 2010. Ora, grazie al ministro-poeta, il comitato è morto e sepolto. Franco Vaccaneo, animatore della Fondazione Pavese e segretario tesoriere del defunto comitato, è molto netto e chiaro nel suo commento: «Questo continuo stillicidio di tagli crea una grande incertezza, non consente alcuna pianificazione futura e impedisce pure la gestione ordinaria delle istituzioni che rappresentano in Italia e nel mondo la cultura deccellenza del Piemonte». Durissima, poi, è la reazione di Giuseppe Artuffo, sindaco di Santo Stefano Belbo e vicepresidente del Comitato Pavese: «Io sono un uomo di destra, un liberale di destra. Tuttavia sono anche una persona che, come diceva qualcuno, credo sia stato Garcia Lorca, è conscia del fatto che se la cultura costa, lincultura costa assai di più. Sono inoltre certo di unaltra cosa: di fronte a quanto stanno combinando Tremonti, il pessimo poeta Bondi e compagnia, non prenderò mai la tessera del Pdl». I tagli ai finanziamenti, come spiega Vaccaneo, amareggiato, avranno una conseguenza pesante: «La divulgazione di "Dialoghi con Leucò" nelle scuole e la conclusione della digitalizzazione delle carte pavesiane a cura del Centro studi Gozzano-Pavese dellUniversità di Torino, due progetti su cui si puntava parecchio, con ogni probabilità non potranno essere realizzate». È il triste finale di partita del comitato per i cento anni di Cesare Pavese, che aveva dovuto sopportare, allinizio, persino le scorrerie di Giuliano Soria. Lex padre padrone del Grinzane Cavour, infatti, si era inserito con prepotenza nellorganismo, minacciando, in caso di un rifiuto, di crearne uno alternativo grazie ai suoi appoggi romani.