La base di partenza della legge toscana per il governo del territorio è buona, ma serve più chiarezza. Ne sono convinti architetti e accademici, che si sono confrontati nel convegno «L'attuazione della legge regionale per il governo del territorio: prospettive di adeguamento». È la prima tappa di un percorso che Ordine e Università cercheranno di intraprendere assieme, con la speranza di coinvolgere altri interlocutori per migliorare il testo. Nel frattempo, sono già state individuate le parti che, secondo i relatori, dovrebbero essere riviste: in particolare un rapporto poco chiaro nelle competenze tra gli enti territoriali, con i Comuni che hanno un potere molto superiore alla Regione e alle Province, sebbene, come ha ricordato Antonio Bugatti, presidente dell'Ordine degli architetti fiorentini, «quelli piccoli non siano in grado di fronteggiare economicamente la pianificazione territoriale». E ancora, un'ambiguità delle nozioni teoriche. «La legge attuale spiega Marco Massa, direttore del dipartimento di Urbanistica e pianificazione del territorio dell'Università fa riferimento a molti ambiti disciplinari e non solo all'urbanistica, come in precedenza». Per finire, è stata criticata la «sottovalutazione delle tematiche legate alle città e alle trasformazioni urbanistiche».