Presentato il complesso «Beach houses» JESOLO - Cinque nuove torri a Jesolo. La city beach non si ferma, al massimo «arretra» di quei metri sufficienti a bypassare l'obbligo del parere della soprintendenza. Le cinque torri sono la novità urbanistica di Jesolo circolata ieri alla presentazione del secondo progetto che porta la firma dell'archistar Richard Meier, autore di edifici come il museo d'arte contemporanea di Barcellona o il Getty Museum di Los Angeles. Si chiama «The beach houses» la seconda fase del quartiere turistico-residenziale «Jesolo Village » ( finanziato dall'azienda altoatesina Hobag) e nei dieci piani vedrà realizzare 69 appartamenti (tutti con affaccio sull'acqua che sia mare o piscina), con 5 attici, 4 piscine, 1800 metri quadrati di spa. «Questo risultato è un compromesso non ha rinunciato alla stoccata Meier tra quello che volevamo e quello che abbiamo potuto fare». Quello che il progetto prevedeva era un edificio di 23 piani, che si è fermato a dieci, nel pieno della querelle con la soprintendenza che ha bloccato tutti i progetti autorizzati senza il placet sul vincolo paesaggistico. Una querelle che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha dato piena ragione a Palazzo Ducale, potrebbe avere nuovi risvolti, non sulle torri future, ma sugli edifici del passato. Di recente, infatti, dopo la segnalazione della GHouse, società che ha visto fermare la sua torre, la soprintendenza ha chiesto la Comune la documentazione sulle costruzioni eseguite entro l'area sottoposta a vincolo (300 metri dalla costa) dal 1985. Una quindicina di giorni fa gli uomini della sovrintendenza hanno acquisito copia di permessi a costruire, certificati di agibilità, stato dei lavori, relativi a costruzioni in quasi metà litorale: nel mirino ci sono almeno 40 alberghi. «Il principio di fondo in tutta questa vicenda è quello sentenziato dal Consiglio di Stato - spiega l'avvocato Pierpaolo Alegiani, legale della G-House - Cioè che il Comune ha sbagliato a considerare la fascia di territorio entro i 300 metri dalla costa come zona di ricomposizione spaziale, ritenendola non soggetta al vincolo dalla legge Galasso». Se fosse riconosciuto che le costruzioni sono abusive si aprirebbe un caos: revoca dell'agibilità, delle licenze commerciali fino all'abbattimento. Chi è già in questa situazione punta a una sanatoria generale nella redazione del piano paesaggistico regionale. Ma il Comune intanto sfoggia il piano «B»: «Il progresso urbanistico di Jesolo continuerà - dice il sindaco Francesco Calzavara - A questo punto ci fermeremo a 8 o 9 piani nell'area sottoposta a vincolo. Ci sono però altre 5 torri in fase di progettazione oltre i 300 metri dalla costa dove possiamo salire senza problemi». Due torri nasceranno in piazza Torino, una nell'area Laguna Shopping e altre due all'interno l'area «Jesolo blu». «Lo skyline di Jesolo non cambierà - continua il sindaco Calzavara - la linea del profilo urbanistico sarà quella pensata da Kenzo Tange nel master plan».