Un fantasma si aggira nei bilanci delle famiglie italiane: è quello delle fonti rinnovabili. Mentre i cittadini del resto del mondo possono guardare con fiducia e speranza al solare fotovoltaico o all'eolico, noi dovremmo preoccuparci. E molto. C'è il rischio, infatti, che l'energia pulita faccia lievitare del 20 nei prossimi dieci anni il costo delle bollette. Tutta colpa degli incentivi, secondo Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Giunto al termine del suo mandato, che scadrà a dicembre, Ortis ha deciso di lasciare il segno. Nel 2010, scandisce Ortis nella sua Relazione alla Camera, gli italiani spenderanno ben 3 miliardi di euro per i famigerati incentivi verdi. Uno scandalo. Il costo per chilowattora, poi, è ben tre volte quello dell'elettricità ottenuta da fonti convenzionali. Altro che energia pulita. Siamo al salasso. Legambiente, nel suo commento, parla giustamente di ossessione. Ortis non tiene conto, nelle sue valutazioni, dei soldi spesi, peraltro inconsapevolmente, dai cittadini per finanziare, con il Cip6, gli inceneritori. O di quelli che continuiamo a pagare in bolletta per smaltire il vecchio nucleare italiano. Ma la Relazione raggiunge livelli di involontaria comicità quando elenca, tra i risultati positivi ottenuti, s'immagina, anche grazie al ruolo svolto dall'Authority, le buone performance dal punto di vista occupazionale e non solo del settore energetico. Ora se ci sono imprese che hanno conosciuto negli ultimi anni, anche nel nostro Paese, una significativa crescita di fatturati e posti di lavoro sono proprio quelle delle rinnovabili, che tanto preoccupano il duo Tremonti-Ortis. Sarebbe interessante stimare gli introiti fiscali di questo boom, ancora più prezioso perché avvenuto in piena depressione economica. Come sarebbe "illuminante" inserire nell'analisi dei costi per chilowattora prodotto quelli connessi, in termini d'inquinamento e di emissioni di anidride carbonica, alle fonti tradizionali e quelli risparmiati grazie al sole e al vento. Vuoi vedere che alla fine lo Sta- unito, oltre che l'ambiente e la salute dei cittadini, con gli incentivi per le energie pulite ci guadagna? Una buona notizia, nella Relazione del non rimpianto Ortis, comunque c'è: dal primo ottobre scatterà un congelamento delle bollette del gas. è aumentata la disponibilità di materia prima e, dunque, i prezzi possono scendere. Bene. è quello che potrebbe accadere anche con il solare fotovoltaico: nei prossimi anni è comunque già prevista una riduzione progressiva degli incentivi che potrebbe accompagnarsi a una riduzione, ancora più accelerata, dei costi. Fanno ben sperare in questo senso gli investimenti decisi in Europa e negli Stati Uniti sulla ricerca e lo sviluppo di queste tecnologie. L'Italia, in teoria, dovrebbe guidare questa rivoluzione verde. Ma il nostro è, notoriamente, il Paese dei paradossi: da una parte il governo inaugura, per la seconda volta, in verità, la centrale solare a specchi di Priolo, in Sicilia, annunciando nuovi investimenti; dall'altra l'Authority per l'energia descrive il solare come una minaccia per le casse dei cittadini. Va bene che siamo, per usare un eufemismo, in uno stato confusionale, dovuto probabilmente anche a ragioni meteo, ma qualcuno, tra la Prestigiacomo e Ortis, deve aver preso un colpo di sole di troppo.