Lite per la gara di motonautica nell'area dei cetacei. Ma la sede di Pelagos è deserta Nemmeno Luca Borzani, presidente di Palazzo Ducale, sa che fine ha fatto l'ente che dovrebbe tutelare i cetacei: «Noi li ospitavamo soltanto, ma è collegato alla Regione Liguria».Già, cronaca di una morte avvenuta nel silenzio più assoluto. Perchéè da mesi che Pelagos non c'è più. Uccisa dal disinteresse, dall'abbandono. Dal fatto che alle belle parole non hanno fatto seguito atti concreti. «Ha chiuso perché c'è il disinteresse del Ministero dell'Ambiente - sottolinea Renata Briano, assessore regionale all'ambiente - L'accordo era che l'Italia, e Genova, avrebbe avuto la sede, e la Francia il segretario. Ma le risorse sono da subito state poche, e ora saranno ancora meno. Però ho già avuto contatti con Greenpeace, e voglio attivare un lavoro con le altre Regioni italiane, Toscana e Sardegna, coinvolte. Tuttavia ci deve essere l'impegno a livello nazionale». Concorda Della Seta: «Ci deve essere un impegno reale da parte dei ministri dell'ambiente. Non so cosa abbia fatto quello francese, di certo quello italiano non ha fatto nulla. Non tutelare il Santuario dei Cetacei è uno schiaffo per un'area di interesse, se non mondiale, europeo. Chiaro che le Regioni da sole possono fare poco, speriamo almeno che questa vicenza possa smuovere il ministro Stefania Prestigiacomo dal suo immobilismo». Dal Ministero? Silenzio, nonostante le sollecitazioni. «Anche noi prima di presentare l'interrogazione abbiamo provato a parlare con il ministro - assicura Della Seta - ma non ci siamo riusciti. In ogni caso, quanto la gara può creare problemi ai cetacei? «Le ricerche sull'impatto acustico sui cetacei sono appena iniziate - sottolinea Maurizio Wurtz, docente di cetologia (la scienza che studia i cetacei) all'Università di Genova - Dal punto di vista scientifico c'è poco, per ora solo opinioni. Ma certo se si pensa a un regime di protezione dovrebbe prevalere il buonsenso. Invece c'è un continuo passaggio di traghetti e diporto marittimo a tutta velocità». Wurz è amareggiato: «Siamo stati a Monaco per rilevare i rumori dei capodogli. Non ci siamo riusciti per l'inquinamento acustico, anche se eravamo a 40 miglia dalla costa. E dovremmo essere in un santuario. Così, prendersela con la gara è come sparare sulla Croce Rossa: non ci sono più barche a vela, anziani con i gozzi, pescatori con le barche, ma mega yacht da status symbol, per persone sempre più ricche a fronte di altre sempre più povere. C'è una miriade di porticcioli inutili dedicatoti alle barche dei ricchi, mentre non c'è più posto nei porti per le barche della nautica virtuosa. Una gara off shore rispecchia solo la situazione attuale». Se poi manca anche l'ente che dovrebbe sovrintendere alla tutela del Santuario - e scompare peraltro nel silenzio più assordante di tutti - è chiaro che non esistono più le basi per proteggere i cetacei in un'area che avrebbe dovuto essere loro dedicata. Dovrebbe occupare una superficie marina di circa 87 mila chilometri quadrati nei quali la concentrazione di balene e delfini è particolarmente alta, tanto che lo whale watching (l'osservazione di questi mammiferi marini) è diventata una delle attività principali assieme alla cura e alla salvaguardia dell'ambiente marino. Almeno a questo è servito. Poi chiaro, all'inizio qualcosa si è anche tentato di fare. Ma passando il tempo l'attenzione del ministero è scemata sempre più, le risorse ridotte. E fatalmente ciò si è ripercosso sui controlli e sulla tutela dei cetacei. Fino al fallimento - di fatto - del progetto. Che a questo punto rimane solo sulla carta. In attesa che qualcosa cambi, anche se con certi chiari di luna non appare facile. Comunque, mai dire mai: è possibile che il passaggio degli off shore nel Santuario risvegli qualcosa e metta in moto un nuovo percorso per mettere in salvo i mammiferi marini, ai quali solo a parole è stata garantita tutela.
AMBIENTE - LIGURIA - Gli off-shore violano il Santuario
Pelagos, l'ente che dovrebbe tutelare i cetacei, è stato chiuso a causa del disinteresse del Ministero dell'Ambiente. L'accordo era che l'Italia avrebbe avuto la sede e la Francia il segretario, ma le risorse sono state poche e ora saranno ancora meno. Le Regioni italiane, come Toscana e Sardegna, sono state coinvolte, ma ci deve essere un impegno reale da parte dei ministri dell'ambiente. Il ministro Stefania Prestigiacomo è stato silenzioso nonostante le sollecitazioni. Le ricerche sull'impatto acustico sui cetacei sono appena iniziate, ma il buonsenso dovrebbe prevalere. La gara di motonautica nell'area dei cetacei può creare problemi ai cetacei.
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