Il vescovo sferza le istituzioni "Limmobilismo crea rabbia sociale" Il discorso del presule alla città nel giorno di Santa Rosalia Una sferzata contro «limmobilismo» delle istituzioni che genera «il malcontento popolare e - pericolosamente - un clima di rabbia e aggressività». E ancora lappello affinché la Santuzza guardi «gli emarginati, gli esclusi, i poveri, i disoccupati, i senzatetto e i carcerati». Infine anche un invito ai palermitani perché non invochino il cambiamento della realtà che li circonda «senza prima esserci impegnati a cambiare noi stessi». Ecco il discorso dellarcivescovo Paolo Romeo alla città di Palermo. Ieri sera Romeo ha parlato dal palco allestito come ogni anno a piazza Marina. Alle 19 lurna argentea con le reliquie di Santa Rosalia è partita in processione dalla cattedrale in un lungo corteo animato dalle congregazioni e da centinai di fedeli. A seguire lurna, che ha attraversato il Cassaro, il sindaco Diego Cammarata, alcuni assessori e consiglieri comunali, il presidente del Consiglio comunale Alberto Campagna, e il presidente della Provincia Giovanni Avanti. A rappresentare la Regione lassessore ai Beni culturali Gaetano Armao. Alla fine della processione, dal palco di piazza Marina, larcivescovo ha parlato alla città, partendo proprio dal lungo corteo religioso, «labbraccio del popolo palermitano alla sua Santuzza». Romeo ha invitato i palermitani a impegnarsi «a dire dei no alle logiche della sopraffazione, di ingiustizia, di illegalità, di violenza» che vengono «proposte come le uniche vincenti». Ha esortato la piazza a prendere le distanze dalla «spazzatura che rende sudicia e meschina lesistenza» per vincere «il degrado morale che ogni giorno le notizie dei mezzi di comunicazione ci mostrano sempre più insistentemente». Poi il passaggio più duro per richiamare amministratori e cittadini alle proprie responsabilità: «Noi possiamo pure individuare e ne abbiamo tutto il diritto le inadempienze, i limiti e le responsabilità di coloro che amministrano la cosa pubblica, che sono preposti a promuovere la cosa comune», dice Romeo dal palco. Come non vedere, dice ancora, «limmobilismo politico e amministrativo delle istituzioni?». Immobilismo che - avverte Romeo - crea un clima di tensione. Nei confronti delle istituzioni «continua a crescere il malcontento popolare» che genera «pericolosamente un clima di rabbia e aggressività». Le tensioni degli ultimi giorni, con un Festino sfociato nelle polemiche e nelle proteste di piazza, non sono di certo sfuggite a Romeo che sembra quasi lanciare un appello accorato perché torni la serenità. Se da un lato accusa infatti le istituzioni di non fare abbastanza, dallaltro richiama i singoli cittadini alle proprie responsabilità: «Dobbiamo avere lonesta di guardare a 360 gradi la realtà a partire dai noi stessi. È inammissibile delegare sempre ad altri le responsabilità del bene da farsi». Romeo cita padre Puglisi, «Se ognuno fa qualcosa», e, infine, lancia un appello alla Santa: «Guarda gli amministratori, le strutture di servizio con tutte le loro carenze». Ma lappello è anche quello di aiutare la comunità «a far rinascere la città attraverso un impegno di conversione autentica e di civile responsabilità». Di mattina Romeo aveva celebrato la messa solenne in cattedrale. Dallaltare larcivescovo ha parlato «di un diffuso disimpegno sociale e una sterile rassegnazione che spegne la speranza del cambiamento, e tinge di toni oscuri le tante ombre che gravano su un futuro di progresso e di pacifica convivenza».
PALERMO - Appello ai palermitani "Bisogna partecipare al cambiamento"
Ieri sera, larcivescovo Paolo Romeo ha parlato alla città di Palermo in occasione della festa di Santa Rosalia. Il discorso è stato un appello affinché la città guardi gli emarginati e gli esclusi, e che i cittadini si impegnino a cambiare se stessi per non delegare le responsabilità del bene a altri. Romeo ha criticato limmobilismo delle istituzioni che genera il malcontento popolare e ha invitato i palermitani a prendere le distanze dalla spazzatura che rende sudicia e meschina l'esistenza. Ha anche richiamato amministratori e cittadini alle proprie responsabilità, accusando le istituzioni di non fare abbastanza per risolvere i problemi della città.
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