Ma Finazzer: meglio la cultura chiedo aiuto ai creativi per una vigilanza urbana Dopo quindici anni di lavori è stato riaperto ieri lArco della Pace, capolavoro neoclassico dellarchitetto Luigi Cagnola. Unopera di valore artistico (anche per la pregevole sestiga dello scultore Abbondio Sangiorgio), urbanistico per il cannocchiale prospettico sullasse del Sempione, e storico: sotto di esso nel 1859 passarono, per entrare in città, Napoleone III e Vittorio Emanuele di Savoia, quattro giorni dopo la vittoriosa battaglia di Magenta. Ora incombe una nuova battaglia. «È necessario difendere lArco tenendo lontani imbrattatori, bivacchi e degrado», ha detto il vicesindaco Riccardo De Corato alla cerimonia di restituzione del monumento. Come? «Con una recinzione, come ha proposto la Soprintendenza - ha aggiunto De Corato - visto che da subito il monumento potrebbe diventare un dormitorio». Il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, Alberto Artioli, sia pure a malincuore, la considera la soluzione migliore: «Le gabbie dispiacciono sempre ma non posso negare di essere preoccupato. Non tanto per i writer, che di solito rispettano i monumenti, quanto per chi va a dormire sotto il fornice, al riparo della pioggia, accendendo falò». Va tutelato un restauro costato, solo per lultima tranche di lavori, un milione di euro: 700.000 del ministero dei Beni culturali e 300.000 di introiti pubblicitari dai trompe loeil del cantiere. In complesso lo stanziamento è stato di 2,5 milioni, «con finanziamenti non del tutto continui», ha ricordato il direttore regionale per i Beni culturali, Caterina Bon Valsassina. Il che spiega perché limpresa si è trascinata dal 1995 a oggi. Il progetto di cancellata esiste già. Riprende il disegno di quella ottocentesca fra i due caselli daziari vicini allArco, un basamento di pietra con sbarre abbastanza basse. Più una dissuasione che un ostacolo insormontabile. «Purtroppo non ci sono i fondi», sospira Artioli. Basterebbero 100.000 euro. Se il cantiere fosse rimasto aperto qualche altro mese, i soldi sarebbero arrivati dalla pubblicità. Ma si era già in ritardo e Artioli aveva ricevuto una visita del Gabibbo. In mancanza di un Napoleone che, come nel 1806, regali 200.000 franchi per il monumento, «lArco della Pace - prevede il soprintendente - sarà affidato alla buona educazione dei cittadini». E alle telecamere a circuito chiuso fatte piazzare da De Corato. Mentre della cancellata alle Colonne di San Lorenzo, Artioli dice di «non avere notizie dal Comune, noi lassenso lo abbiamo dato». Lassessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, lancia un appello: «Mi auguro che lArco diventi una tappa delle visite guidate e chiedo idee ai creativi per realizzare iniziative culturali che siano anche una forma di vigilanza urbana». Finazzer sollecita cittadini e commercianti di zona Sempione a costituire un comitato che dia vita a «un palinsesto di eventi di qualità».