Consolidato l'edificio a fronte di una spesa stimata in 750mila euro Almeno due anni di lavori. A tanto ammontano i tempi per l'intervento di restauro e consolidamento, già partito da alcune settimane, della torre della Cattedrale di San Miniato. Più di ottocento anni di storia, per una struttura nata a scopo militare e riconvertita poi come torre civica e campanaria. L'ultimo edificio di piazza Duomo ancora da recuperare, dopo un piano d'intervento che negli anni scorsi aveva già interessato il resto della cattedrale. «È l'unica torre ancora originale dell'antica cerchia muraria, un edificio che ha accompagnato, con le sue campane, ogni momento della storia di San Miniato - ha detto il vescovo Fausto Tardelli alla conferenza stampa di presentazione dei lavori - C'era bisogno di un intervento di consolidamento, soprattutto per evitare che le vibrazioni delle campane provochino nel tempo danni alla struttura». Il costo dei lavori, salvo imprevisti, è stimato in 750mila euro, che saranno ripartiti tra Diocesi, ministero dei Beni culturali, Conferenza episcopale italiana e Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, «anche se - ha puntualizzato il vescovo - confidiamo sempre nell'aiuto di cittadini e istituzioni». Presente per la Fondazione il segretario generale Gianfranco Rossi, che ha ricordato lo storico legame con la Diocesi, «con la quale la Fondazione ha sostenuto e continua a sostenere iniziative di carattere sociale, ma anche di salvaguardia all'immenso patrimonio storico-artistico». Il progetto di restauro è stato curato dall'ingegnere Sergio Gronchi e dall'architetto Silvia Lensi, e concordato con l'Università e la Soprintendenza di Pisa. Proprio la storia stessa della torre, con la sua complessa morfologia strutturale, spiega le ragioni dell'intervento, con la necessità d'intervenire per mettere in sicurezza un edificio che è stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli. Conclusa nel 1194, la torre era inserita nel circuito murario della rocca, per essere poi inglobata, alla fine del Quattrocento, nella nuova cattedrale appena ampliata. «La struttura, all'epoca, fu interessata da interventi complessi - ha spiegato l'architetto Lensi - sono stati quindi necessari, nel corso dei secoli, ripetuti lavori di manutenzione, per limitare i danni provocati delle oscillazioni delle campane». È questa, infatti, la ragione principale dei lavori appena iniziati: «Le campane saranno svincolate dal resto della struttura - ha detto l'ingegner Gronchi - attraverso una struttura in acciaio che permetterà di isolare le oscillazioni e, al tempo stesso, di consolidare l'edificio collegando le pareti ai quattro pilastri degli angoli». Al termine dell'intervento, come auspicato dal sindaco Vittorio Gabbani, la torre potrebbe aprire al pubblico: «Sarebbe una nuova attrattiva per i turisti, un punto panoramico unico e suggestivo sulla città e la sua campagna».