Piano contro gli assalti a palazzi e monumenti, ma larte conquista i muraglioni Investimento di trecentomila euro, in campo anche la sovrintendenza ai Beni architettonici Il Comune punta 300.000 euro nella "guerra alle scritte", ingiuriose e non, su edifici pubblici, di culto, storici, universitari e privati. Conferisce "pieni poteri" allAmiu, con un aggiunta al contratto di servizio, per gli interventi, mirati alla rimozione «immediata» delle scritte. E per questo Tursi firma un protocollo dintesa con Università, Curia e Soprintendenza ai Beni architettonici. Se i segni di vernice su palazzi e monumenti, soprattutto del centro storico, vanno cancellati, la creatività degli artisti, i writers, va sostenuta: e il sindaco Marta Vincenzi con lassessore alle Manutenzioni Elisabetta Corda, annunciano che in autunno sarà presentato un piano cittadino di spazi (muraglioni, massicciate, in Valpolcevera e nel Ponente) dove gli artisti potranno sfogarsi. Il primo luogo è già definito, a Begato sarà a breve inaugurato il primo muro della creatività. E poi partirà la campagna, con lAccademia ligustica e i licei artistici cittadini, di riqualificazione dei sottopassaggi. «Genova non ha niente da invidiare, in quanto a decoro, alle altre città darte mediterranee - dice il sindaco - ma il problema delle scritte sul nostro patrimonio ha bisogno di misure straordinarie». LAmiu mette in fila gli interventi già realizzati, con una spesa di 61.000 euro: «Abbiamo rimosso negli ultimi mesi 4135 metri quadrati di scritte in città dei 47.000 censiti, di cui il 23 è altamente ingiurioso - dice Riccardo Casale presidente di Amiu - compresi i manifestini affissi senza permesso». Il sindaco Vincenzi annuncia che, dora in poi, attraverso gli indirizzi solitamente stampati, gli "attacchini" fraudolenti verranno rintracciati e costretti a pagare il costo dellaffissione. Amiu nelle prossime settimane sceglierà unazienda che lavorerà esclusivamente alla rimozione delle scritte, e dei prezzi ovviamente vantaggiosi del contratto potranno usufruire gli stessi privati cittadini, che decideranno di rimuovere le scritte dalle proprie facciate. La Soprintendenza ai Beni architettonici della Liguria schiera una squadra di sei architetti e tre restauratori: saranno a disposizione per guidare le operazioni di pulitura degli edifici. «Come per il G8, forniremo una speciale pellicola trasparente che difende i palazzi dalla vernice». LUniversità, come ha annunciato il prorettore Maurizio Martelli, finanzierà con 30.000 euro la "guerra alle scritte" di Tursi.