-------------------------------------------------------------------------------- Conferme e date in via di definizione nell'autunno dell'arte «istituzionale» a Napoli, che prevede mostre di grande richiamo come quella su Caravaggio al Museo di Capodimonte, quella di Damien Hirst al Museo Archeologico e di Julian Schnabel alla Mostra d'Oltremare. A quasi vent'anni dalla rassegna su «Caravaggio e il suo tempo» (1985), «L'ultimo tempo. 1606-1610» (dal 24 ottobre al 23 gennaio 2005, sempre al Museo Capodimonte), ricostruisce l'ultima produzione di Caravaggio, presentando venti dei suoi capolavori più famosi, tra i quali la celebre Flagellazione, la Crocifissione di Sant'Andrea (dal Museum of Art di Cleveland), la Salomè con la testa del Battista (dalla National Gallery di Londra) e, per la prima volta a Napoli dopo il recente restauro, la Sant'Orsola confitta dal Titano. Promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano, Regione Campania e Comune di Napoli, la mostra - nata dalla collaborazione tra la Soprintendenza diretta da Nicola Spinosa e la National Gallery di Londra (dove farà tappa dal 24 febbraio 2005)- è curata da un prestigioso Comitato Scientifico con studiosi di fama internazionale come Sir Denis Mahon, Ferdinando Bologna e Mina Gregari. In avanscoperta nei mesi scorsi a Napoli per definire i dettagli della sua prima retrospettiva in Italia, Damien Hirst - acclamato come enfant prodige prima, ed innalzato ad una sorta di archetipo dell'arte britannica poi - ha dichiarato di sentirsi «onorato di poter esporre al Museo Archeologico», individuandovi il «luogo più idoneo e affascinante per misurare il proprio lavoro in un contesto in cui l'immortalità dell'arte è un fatto tangibile e visibile». E da stratega mediatico alla pari di Charles Saatchi (sua gallerista e «regista» della «New Brit Art»), per scrollarsi di dosso l'etichetta di «alpha male of contemporary British Art», il «bad boy» di Bristol, alla soglia dei 40 anni, ha tenuto a precisare: «Ho smesso di bere e di esagerare. Per me è iniziata una nuova vita e posso guardarmi indietro e affrontare l'impegno di pensare a una retrospettiva del mio lavoro», quasi volesse pubblicizzare «The Agony and the Ecstasy Selected Works from 1989 to 2004», inserita negli «Annali delle Arti», come la sua prima antologica, o quantomeno come quella della sua redenzione. In mostra vedremo gli animali sezionati immersi in vasche trasparenti colme di una soluzione di acqua e formaldeide che lo hanno traghettato alla ribalta internazionale (già presentati a Napoli nel 1996, nella personale da Theorical events) facendo discutere non solo il mondo dell'arte, i «Medicine cabinets», le farfalle imprigionate su tela, le pitture rotanti, i video e installazioni a sfondo medico e scientifico. A fine novembre (data ancora da fissare) «Schnabel. Paintings 1978-2003» negli spazi della Mostra d'oltremare. Oltre 50 opere monumentali: i dipinti multimaterici dell'artista di New York provenienti dalla Schirn Kunsthalle di Francoforte e poi esposte al Reina Sofia di Madrid, che tracciano un excursus significativo dell'opera di uno fra i pittori viventi di maggior prestigio, riagganciandosi alla retrospettiva ospitata dalla Galleria d'Arte Moderna di Bologna nel 1996, «introdotta» con la proiezione in anteprima nazionale del film su Jean-Michel Basquiat di cui Schnabel fu regista. Due gli appuntamenti a Castel Sant'Elmo: dal 21 ottobre per «Artisti per piazza d'Armi», le opere recenti di Sergio Fermariello; a novembre «Tempo incerto», collettiva di giovani artisti internazionali stimolati ad esprimersi riguardo un'«epoca dell'incertezza», il tema focalizzato da Cecilia Casorati e Teresa Macrì. A Villa Pignatelli, riagganciandosi alla monografia scritta da Raffaello Causa nel 1956 Maria Picone Causa cura una mostra-ricognizione su Pitloo (dall'11 dicembre). Ancora da confermare la mostra fotografica di Matta Clark prevista per novembre a Capodimonte. E a dicembre, l'installazione di Luciano Fabro in piazza Plebiscito.
Il ritorno del grande Caravaggio
Napoli, in autunno, conferme e date in via di definizione per l'arte istituzionale. A Napoli si esporranno mostre di grande richiamo, tra cui Caravaggio, Damien Hirst e Julian Schnabel. La mostra su Caravaggio, dal titolo L'ultimo tempo, 1606-1610, presenterà venti dei suoi capolavori più famosi, tra cui la Flagellazione e la Salomè con la testa del Battista. La mostra è curata da un Comitato Scientifico con studiosi di fama internazionale. Damien Hirst esporrà al Museo Archeologico, mentre Julian Schnabel presenterà le sue opere dal 1978 al 2003 alla Mostra d'Oltremare.
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Luogo