«Non esiste una setta di sindaci cementificatori», aveva detto un mese fa il presidente dell'associazione dei Comuni toscani (Anci) e sindaco di Livorno Alessandro Cosimi. E ora, in tema di urbanistica, la delibera della giunta con cui l'assessore all'urbanistica Anna Marson avoca alla Regione i poteri di controllo, indirizzo e valutazione su piani strutturali e regolamenti urbanistici dei Comuni potrebbe sembrare un «alleggerimento» dell'autonomia delle amministrazioni comunali. Divergenze Il sindaco Cosimi, a sinistra, col presidente Rossi Cosimi, secondo lei è un segnale di sfiducia nei confronti dei Comuni? «Ci andrei piano, non credo. In fondo il presidente della Regione Enrico Rossi ha vissuto anche lui un'esperienza da sindaco (di Pontedera, ndr) e quindi comprende le necessità dei Comuni e i loro bisogni. Noi faremo una battaglia non per fare quello che ci pare, ma per una idea culturale, un ruolo del Comuni all'interno di un quadro che va dal federalismo fiscale fino ad essere gli interpreti dello sviluppo dei nostri territori». Quello dell'assessore Marson sembra un vero e proprio blitz. Nell'ultima riunione con la Regione, il 21 giugno, a cui ha partecipato l'Anci, non si era parlato di un provvedimento del genere. Poi è arrivata la delibera e la variazione al Dpef stesso... «Credo che la complessità del tema impedisca blitz. Siamo di fronte ad un documento di programmazione economica finanziaria che prevede forme di cooperazione importanti. Queste in fondo sono le idee del programma di Rossi e quindo ogni elemento dicotomico diventerebbe un problema. Siamo d'accordo sul riuso e gli incentivi alla riqualificazione, che possono essere una novità; ma è ovvio che i Comuni sono gelosi della loro autonomia e all'interno delle regole intendono esercitarla. Non credo che con due righe scritte su una delibera si possa cambiare una complessità molto importante, mi riferisco ad esempio alla nuova carte delle autonomie, alla legge 119». Di fatto però la Regione l'autonomia in parte sembra volervela togliere. Indirizzi, controlli e valutazione sui regolamenti urbanistici. Così non vi legano le mani? «Ognuno deve svolgere il proprio ruolo. Se la Regione vuole focalizzare la propria attenzione su alcune cose va bene. Ma nessuno può pensare di fare quello che deve fare l'altro. Non si può certo tornare alla vecchia commissione regionale di tutela ambientale. Una cosa è la collaborazione, un'altra la surroga». Cos'è un avviso al pisano Rossi? «Per carità. Dico solo che se si cerca la collaborazione istituzionale è un bene, se invece un potere sostitutivo su questo terreno dell'urbanistica ci saranno posizioni diverse. È vero che i Comuni devono abituarsi a lavorare su una serie di temi che non sono solo quelli urbanistici, ma del territorio nella sua complessità. E quindi quando la Regione dice nel Dpef che vuole favorire nuovi insediamenti di qualità bisogna poi trovare uno strumento procedurale che dia risposte. Che semplifichi». In Toscana però ci sono stati dei Comuni che hanno esagerato con il cemento. O perlomeno hanno commesso delle irregolarità. Forse per questo è arrivato l'altolà della Regione? «Non credo. Ogni legge cambia con il cambiamento delle comunità, dei tempi, delle congiunture. Ad esempio io nel 2004 ho detto basta con l'espansione edilizia della città e sto riparametrando il piano strutturale. Le città industriali oggi hanno bisogni di norme chiare per il riuso, di incentivi. Qualche anno fa questo pensiero non era così cogente. Il principio è l'uso corretto del territorio e non l'abuso. Detto questo, una profonda autonomia dei Comuni sta nella Costituzione, nel castello normativo che regola tutte le questioni. Le comunità sono interpreti dello sviluppo. Ci saranno nuove norme, ma alla fine le interpretazioni devono restare di competenza locale. Sia chiaro, le decisioni per la comunità vanno prese in seno ai Comuni». Incontrerete la Regione? «Per ora non abbiamo fissato appuntamenti. Ufficialmente finora non era stata posta la questione della revisione della legge regionale 1 sul governo del territorio. Siamo pronti a discutere con Rossi e Marson».
Non ci possono sostituire Lo dice la Costituzione - Cosimi: collaboreremo, ma a ognuno il proprio ruolo
Il presidente dell'associazione dei Comuni toscani, Alessandro Cosimi, ha affermato che non esiste una setta di sindaci cementificatori. Ha anche criticato la delibera della giunta con cui l'assessore all'urbanistica Anna Marson ha avocato alla Regione i poteri di controllo, indirizzo e valutazione su piani strutturali e regolamenti urbanistici dei Comuni. Cosimi ha sostenuto che la delibera della Regione potrebbe sembrare un alleggerimento dell'autonomia delle amministrazioni comunali, ma in realtà è un segnale di sfiducia nei confronti dei Comuni.
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