Nominato per aiutare Carboni sugli appalti E in Sardegna l'Udc rompe la maggioranza. Di centrodestra Slitta alla prossima settimana l'interrogatorio del presidente della regione Sardegna Ugo Cappellacci, originariamente fissato per oggi dai magistrati della Procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico nell'isola che vede il governatore indagato per abuso d'ufficio e concorso in corruzione. L'avvocato Guido Manca Bitti, difensore di Cappellacci, che aveva chiesto il rinvio perché impegnato oggi in un processo a Cagliari, spiega: «Sia da parte nostra sia da parte dei magistrati c'è la disponibilità a trovare una data per la prossima settimana, anche se non è ancora stato deciso il giorno e l'ora a causa di udienze già fissate». Il presidente della Regione ha ricevuto nei giorni scorsi un invito a comparire del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del pm Rodolfo Sabelli. Oggi invece i magistrati della Procura di Roma sentiranno Ignazio Farris, il presidente dell'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) nominato lo scorso agosto dalla giunta guidata da Cappellacci. Farris è finito nel mirino dei pm per l'ipotesi di reato di concorso in corruzione. Proprio la sua nomina, avvenuta, secondo gli inquirenti, in modo illecito per assecondare le pressioni di Flavio Carboni, che aveva bisogno di una persona di sua fiducia in quel posto chiave per gli appalti e i permessi per l'eolico, è alla base dell'iscrizione nel registro degli indagati di Cappellacci. Sul fronte politico, ieri Cappellacci è stato invitato a rimuovere Farris dall'incarico sia dal Pd sia dall'Udc. Per il partito di Casini, che in Sardegna fa parte della maggioranza di centrodestra, a chiedere che Farris si faccia da parte sono stati, con una mozione alla giunta, tutti i consiglieri regionali. E' un altro segnale di malessere all'interno della maggioranza guidata da Cappellacci dopo la bocciatura, arrivata in consiglio regionale, del «Piano casa», il progetto di «liberalizzazione» dell'edilizia che puntava a disinnescare il Piano paesaggistico regionale fatto approvare a suo tempo da Renato Soru contro speculatori e cementificatori. Per il Pd, invece, s'è mossa la deputata Caterina Pes: «L'inchiesta della magistratura romana sulla torbida vicenda degli appalti per l'eolico in Sardegna - dice Pes - ha portato alla luce in maniera evidente i legami della giunta regionale con quella che è stata definita la nuova P2, che vede al timone Flavio Carboni e il coordinatore del Pdl Denis Verdini». «Molte teste sono cadute - incalza la parlamentare Pd - Dall'assessore campano Ernesto Sica al magistrato Antonio Carbone, che hanno deliberatamente scelto di lasciare il proprio incarico, ormai compromesso. Molto si è mosso, oltre Tirreno, mentre in Sardegna tutti sono rimasti saldi al proprio posto. In attesa dell'esito delle indagini, sarebbe politicamente inopportuno, oltre che eticamente inaccettabile, che alla guida dell'Arpas resti una persona nominata per volontà di un uomo, Carboni, che oggi si trova recluso nel carcere di Regina Coeli».
EOLICO - CAGLIARI Il partito di Casini chiede le dimissioni del dirigente Farris.
Il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci è stato invitato a comparire davanti alla Procura di Roma per l'inchiesta sull'eolico in Sardegna. L'avvocato di Cappellacci, Guido Manca Bitti, ha chiesto il rinvio dell'interrogatorio per oggi, ma è stato deciso di fissare una data per la prossima settimana. Il presidente della Regione è indagato per abuso d'ufficio e concorso in corruzione. Il nomina dell'Arpa, Ignazio Farris, è stato criticato per essere stato nominato in modo illecito per assecondare le pressioni di Flavio Carboni. I partiti di centrodestra, Pd e Udc, hanno chiesto che Farris si faccia da parte.
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