-------------------------------------------------------------------------------- Il dodici agosto, in clima di smobilitazione ferragostana, un fax della Regione ha sputato una comunicazione, mittente la Sovrintendenza. Due privati stavano trattando la compravendita di un pezzo dei chiostri più belli e straniati dal loro significato orginale di tutta Napoli: quello di Santa Caterina a Formiello, dall'800 tolto ai domenicani e trasformato prima in fabbrica di divise, poi frantumato in un puzzle di botteghe, depositi, appartamenti, parcheggi. C'era anche un deposito di sanitari, sotto panni stesi e altorilievi superstiti. Prezzo di tredici storici vani, tombe di nobiluomini incluse, 227.200 euro appena. Il patto era stato siglato davanti al notaio a fine luglio. Trattandosi di bene vincolato il notaio aveva fatto le comunicazioni di legge a chi di dovere, una volta registrato l'atto. Malizia o caso lo sa Giove, la comunicazione a Sovrintendenza e Regione arriva alle porte di Ferragosto. Per fortuna nessuno è distratto. La Sovrintendenza scrive, il fax trasmette, l'assessore ai Beni Culturali della Regione, Marco Di Lello, viene mobilitato dalla presidenza. Il presidente Antonio Bassolino, due anni fa, siglò un protocollo che impegnava palazzo santa Lucia all'acquisto ed al recupero di tutto il grande chiostro (qui si tratta di una parte del cosiddetto piccolo chiostro). Ottimo il prezzo, migliore l'occasione, la Regione è subentrata nell'affare di Ferragosto. Diritto di prelazione. Ora la Regione, in forza di una delibera di giunta approvata ieri, si avvarrà del suo diritto di comperare al prezzo stabilito. Si tratta di un pezzo del chiostro confinante con la piccola area storica rimasta alla chiesa di Santa Caterina, dove il battagliero padre Franco Rapullino organizza da tempo le attività parrocchiali. Il destino di questi tredici vani, già adibiti a deposito, sarà il restauro e, con ogni probabilità, il comodato d'uso a fini pastorali che lo restituirà alla chiesa di Santa Caterina a Formiello per la quale nacque. Non sta nei panni, padre Rapullino che è uomo che sa come va il mondo ed al mondo è corso dietro per realizzare il suo sogno. «E quando un prete sogna - dice - è pericoloso». A furia di sognare aveva ottenuto da Comune e Regione la firma del protocollo d'intesa per porta Capuana e Santa Caterina. A palazzo san Giacomo il compito del recupero urbano. A palazzo santa Lucia l'acquisto ed il restauro, porzione per porzione, di quel complesso il cui accesso è ancora oggi segnato da un'insegna in pietra sbocconcellata che dice «Lanificio». Una volta era questo l'accesso all'insula di Santa Caterina, centro di studi e devozione annesso alla chiesa. In gran parte resta diviso nel suo puzzle di botteghe. Ma chi crede che padre Rapullino ieri abbia smesso di sognare, calcoli dal numero dei ringraziamenti che il sacerdote invia alla Regione, quanto si possa sbagliare. «Grazie, grazie a Bassolino che ha fatto un primo, meraviglioso passo. Sono entusiasta, felice. Anche al pensiero del progetto per il recupero urbano di Porta Capuana che va tirato fuori dai cassetti. Grazie, grazie». Se un prete che sogna è pericoloso, i suoi ringraziamenti lo sono anche di più. ----------------- UN CAPOLAVORO MODIFICATO NELL'OTTOCENTO Quella chiesa con camino e ingresso murato Pezzo pregiato del grande chiostro che la Regione vorrebbe rilevare e riqualificare per intero, una chiesetta che le modifiche ottocentesche hanno dotato di una sorta di ciminiera. Murato l'ingresso principale, la chiesetta conserva solo i lineamenti dell'edificio di culto che fu. L'insula di Santa Caterina dall'800 è stata trasformata prima in fabbrica di divise per l'esercito ed è finita poi spartita fra varie proprietà che, negli anni, si sono spezzettate in rivoli ereditari o di compravendita. L'acquisizione è dunque cosa lunga. L'intero complesso è, comunque, sottoposto a vincolo che dovrebbe arginare le compravendite che gli hanno dato l'attuale fisionomia.
PORTA CAPUANA - S. Caterina, la Regione compra il chiostro
Il 12 agosto, la Sovrintendenza ha ricevuto un fax dalla Regione che informa che due privati stavano trattando la compravendita di un pezzo dei chiostri di Santa Caterina a Formiello, un complesso storico che risale all'800. Il prezzo proposto era di 227.200 euro, che includeva 13 vani, tombe di nobiluomini e altri elementi. La Regione ha deciso di esercitare il suo diritto di prelazione e ha acquisito il bene per il prezzo stabilito. Il complesso sarà restaurato e potrà essere utilizzato per fini pastorali. Il padre Franco Rapullino, parroco di Santa Caterina, è stato contattato dalla Regione e ha espresso la sua gratitudine per l'acquisto.
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