Via libera agli interventi nei centri storici e nelle zone agricole e nei condomini. Adeguamenti sismici circoscritti alla sola sezione che si modifica e non a tutto l'edificio. Ampliamenti consentiti in sopraelevazione. E, ancora, abbandono del limite di mille metri cubi, che escludeva i condomini, e altri tre anni per presentare le domande. Sono solo alcuni dei punti della modifica al Piano casa che il nuovo assessore all'Urbanistica e vicepresidente della regione Lazio, Luciano Ciocchetti, sta preparando insieme ai suoi tecnici. Un pacchetto di norme che comprende anche novità in tema di urbanizzazione secondaria, incentivi fino al 50 in alcune ipotesi di demolizione e ricostruzione e fino al 100 quando la demolizione avviene in aree di pregio, come il litorale laziale. ll neoassessore, al suo secondo impegno come responsabile dell'urbanistica in regione, ha iniziato a lavorare al primo capitolo del suo incarico appena occupati i nuovi uffici di via del Giorgione. «Serviva un piano d'urgenza per stimolare un settore che vale un terzo dell'economia regionale», spiega In pochi giorni è così nato un decalogo che costituisce la base della proposta di legge destinata ad arrivare in giunta entro la fine di luglio. Ne scorriamo insieme i punti. «Una misura decisiva- dice Ciocchetti- sarà l'abbandono del concetto di adeguamento sismico, che sarà sostituito da quello di miglioramento. In pratica, non sarà più necessario adeguare l'intero edificio, spendendo moltissimo, ma bisognerà soltanto migliorare la statica del fabbricato nella zona in cui si interviene». Cade in Questo modo il principale ostacolo alla presentazione di istanze basate sulla legge 21. Chi vuole ampliare, secondo il testo attualmente in vigore, deve mettere a norma tutto l'edificio. SaIteranno, poi, due divieti: quello di sopraelevare e quello di fare ampliamenti negli edifici sopra i mille metri cubi. «Questo secondo punto - osserva Ciocchetti- servirà a coinvolgere maggiormente l'area romana, ad oggi tagliata fuori dalla legge». ll tetto massimo per gli ampliamenti resterà, comunque, di 200 metri cubi. Altre voci riguardano le zone omogenee nelle quali gli interventi del piano casa sono possibili. «Apriremo ai centri storici, finora esclusi - racconta l'assessore - ma -con dei limiti ben precisi, per evitare abusi. Servirà l'approvazione di un piano particolareggiato con conferenza di servizi». E saranno abbattuti i paletti relativi alle zone agricole, dove oggi possono costruire solo coltivatori diretti e loro discendenti. «Sono vincoli al quali eravamo già contrari in consiglio, al momento dell'approvazione del piano casa. Adesso li elimineremo». Le opere di urbanizzazione secondaria, come i parcheggi o le aree verdi, potranno essere sempre monetizzate, a differenza di quanto prevede il vecchio testo, E, come richiesto a gran voce dagli imprenditori, ci saranno alcune ipotesi di super bonus proprio per le operazioni di demolizione. «Quando la demolizione riguarda fabbricati non residenziali dismessi che passano a uso residenziale - dice l'assessore -, l'incentivo sarà del 50 per cento». E sarà ancora maggiore in un'altra ipotesi. «Prevediamo un raddoppio di cubatura nel caso di passaggio da aree di pregio ad aree prive di vincoli». L'esempio di questo tipo di intervento arriva dal litorale. «Pensiamo a una grande opera di valorizzazione che porti via tutte quelle brutture che sono state costruite nei decenni scorsi in alcuni comuni costieri». Infine, due previsioni di carattere generale. Ancora l'assessore: «La durata sarà prolungata di 36 mesi dal momento della modifica inoltre, stiamo studiando la possibilità di consentire tutti gli interventi della legge con dia». Anche se ci sono da considerare i paletti del testo unico edilizia: superarli sarebbe un motivo. di impugnativa da parte del governo. L'obiettivo è portare il testo in consiglio il più rapidamente possibile. Ma, finito il lavoro sul piano casa, la lista delle cose da fare è lunga. Ciocchetti la racconta: «Ricostituiremo una commissione che si occuperà del testo unico urbanistica, unificando le leggi che esistono in materia». Una semplificazione a più riprese richiesta dalle imprese. «Subito dopo metteremo mano alla pianificazione sovraordinata, facendo anche lì un lavoro di unificazione». Senza dimenticare la partita dei piani paesistici territoriali, da giocare con il Ministero dei Beni culturali.