La proposta: «Situazione finanziaria difficile ma si cercano le soluzioni» «È giusto e opportuno che il lago d'Averno torni ad essere di proprietà pubblica, ma bisognerà lavorare sodo per trovare le risorse economiche necessarie, dal momento che in Regione dobbiamo fare fronte a mille emergenze a cominciare dalla sanità e dalle politiche sociali. E una priorità per dare un segnale di legalità». L'assessore regionale al Patrimonio, Ermanno Russo, scende in campo sulla vicenda del lago d'Averno a pochi giorni dall'operazione della Dia di Napoli che ha sottoposto a sequestro preventivo quel pezzo di storia dei Campi Flegrei, squarciando al contempo quella coltre di nebbia fatta di strani passaggi di mano e sospetti cambi di proprietà del lago che, secondo le accuse, dai Borbone arrivano fino a setola ed al clan dei Casalesi. «Non è giusto che quel bene così suggestivo e carico di storia sia passato nelle mani di quei soggetti accusati di collusioni con la cammorra - continua l'assessore Russo . La volontà di far tornare il lago d'Averno in mano pubblica c'è tutta, ma dobbiamo Pressing fare i conti con la difficile situazione economica che stiamo vivendo in questo momento, dove non ci possiamo permettere spese straordinarie, dando priorità invece a settori delicati come la sanità e le politiche sociali. Di qui a poco arriveranno anche i beni demaniali acquisiti al patrimonio regionale e dovremo verificare in che modo e con quali fondi potremo intervenire per gestirli». Lo spettro dello sforamento dei conti pubblici è sempre in agguato e si fa sentire anche quando si parla di un lago dall'incomparabile fascino, che nel 1991 fu acquistato per un miliardo e 200 milioni di vecchie lire da una società accusata dai pm antimafia di essere in odore di camorra, «Il mio assessorato seguirà con estrema attenzione l'intera vicenda, attendendo anche i risvolti dell'inchiesta giudiziaria ancora alle prime battute - conclude Ermanno Russo - Vogliamo capire come sia potuto accadere tutto ciò».